(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Ddl violenza donne, Bongiorno (Lega): correzioni alla norma per tutelare la vittima a 360 gradi
Roma, 22 gen. – “Innanzitutto la nuova norma mette al centro la tutela della donna, sottolineando che ogni atto contro il consenso della vittima è violenza sessuale. Si supera così decisamente l’obsoleta struttura della norma vigente che condiziona la punibilità a positive condotte di violenza, minaccia o abuso di autorità da parte dell’autore del reato. Se queste si verificano, esse danno luogo ad una forma aggravata del reato, che sussiste comunque, per il solo fatto che manca il consenso. La tutela della vittima è a 360 gradi, perché la norma – ed anche questa è una importante innovazione – punisce la violenza sessuale anche quando la persona si è trovata nell’impossibilità di esprimere consenso o dissenso perché è stata colta di sorpresa o non ha potuto reagire, paralizzata dalla paura o dall’imbarazzo. La norma garantisce così il massimo della tutela, in tutte le possibili situazioni, senza tuttavia pregiudicare le dinamiche probatorie tipiche del processo penale e il diritto di difesa dell’imputato”.
Così la senatrice della Lega Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia, in merito al ddl in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso.
“La presenza o l’assenza del consenso devono essere valutate alla luce della situazione e del contesto in cui si svolgono i fatti. Il testo arrivato dalla Camera rischiava di parificare tutte le situazioni e, gravando l’imputato di oneri di documentazione del preventivo e dettagliato consenso della vittima, qualcuno pensava introducesse una inversione dell’onere della prova. Auspico che il nuovo testo possa trovare il consenso di tutte le forze politiche, perché aggiorna finalmente la legislazione penale italiana, aggiungendo un altro importante tassello normativo nella lotta contro la violenza di genere e il femminicidio”, conclude.
