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GRUPPO PER LE AUTONOMIE * SENATO: «GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE, UNTERBERGER (SVP): LA CRISI CLIMATICA NON DEVE ESSERE MESSA IN OMBRA DA ALTRE CRISI»

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20.01 - giovedì 4 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«A causa delle guerre e delle crisi umanitarie, la crisi climatica è finita in secondo piano. Eppure la crisi climatica contribuisce ad aggravare molte delle sfide che abbiamo di fronte: dall’aumento dei costi energetici alla crescente fragilità delle imprese, fino alla sicurezza alimentare e alla stabilità di intere regioni. Alla radice di molte delle difficoltà attuali vi sono proprio la questione ambientale e la carenza, finora, di misure politiche adeguate ad affrontarla in modo efficace.»

Così la Presidente del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger, in vista del 5 giugno, Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Il tema di quest’anno è richiamare i Governi ad accelerare le azioni concrete per affrontare la crisi climatica. I dati sono allarmanti. Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato, la soglia simbolica di 1,5 gradi di aumento della temperatura media globale è stata superata. Ogni anno si perdono circa 10 milioni di ettari di foreste, un milione di specie è a rischio estinzione e l’inquinamento atmosferico provoca nel mondo circa 7 milioni di morti premature.

Purtroppo, l’Italia è tra i Paesi più in ritardo. Lo dimostra il nostro Overshoot Day, che quest’anno è caduto il 3 maggio, tre giorni prima rispetto al 2025. In appena 123 giorni abbiamo esaurito il budget di risorse naturali che il Pianeta è in grado di rigenerare in un anno. Se tutti vivessero come l’Italia, sarebbero necessari circa 2,7 Pianeti.

La tutela dell’ambiente non è dunque un lusso ideologico, come qualcuno sostiene, ma una priorità economica, sociale e di sicurezza. Occorre investire soprattutto nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica.

In tal senso, è positiva la scelta dell’Unione europea di escludere dal Patto di stabilità gli investimenti destinati esclusivamente alle energie rinnovabili.

Anche gli stili di vita sostenibili devono essere promossi con maggior decisione. Le scelte alimentari hanno un impatto determinante sull’ambiente. Gli allevamenti intensivi contribuiscono in misura significativa alle emissioni di gas serra e alla pressione sugli ecosistemi. Per questo è necessario ridurre il consumo eccessivo di carne e favorire alternative più sostenibili. Come già avviene in altri Paesi, si dovrebbe iniziare dalle mense scolastiche: una misura concreta per ridurre le emissioni e formare cittadini più consapevoli.

I governi, a partire da quello italiano, devono avere il coraggio di guardare oltre il consenso immediato e assumersi la responsabilità delle decisioni necessarie nel lungo periodo. Il tempo delle discussioni è finito: ora è il momento di agire, prima che i danni diventino irreparabili.

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