Di Luca Franceschi
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Tenerini (FI): “Il salario giusto non è uno slogan: è contratto vero, trattamento complessivo e rappresentanza”
“Il decreto lavoro segna un passaggio importante: sul salario non scegliamo la strada facile dello slogan, ma quella seria della contrattazione di qualità. Il salario giusto non può essere ridotto a una cifra secca scritta per legge e poi agitata come soluzione miracolosa. Sarebbe comodo, certo. Ma la politica non serve a vendere illusioni in confezione regalo”.
Lo ha dichiarato l’onorevole Chiara Tenerini, capogruppo di Forza Italia in Commissione Lavoro e responsabile nazionale del Dipartimento Lavoro del partito intervenendo in Aula in dichiarazione di voto sul DL Lavoro.
“Il cuore del provvedimento – ha proseguito – è il riferimento al trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative. È lì che si misura il valore reale del lavoro: non solo paga oraria, ma insieme delle voci economiche, welfare, istituti contrattuali, tutele, bilateralità, stabilità del rapporto. Il salario minimo legale, così come proposto dalle opposizioni, rischia invece di trasformare una questione complessa in una scorciatoia politica. Le opposizioni hanno mostrato una contraddizione evidente: da una parte invocano il salario minimo legale, dall’altra fingono di difendere la contrattazione collettiva. Ma le due cose non possono essere usate a intermittenza, come le luci dell’albero di Natale. Noi difendiamo davvero la contrattazione collettiva, quando diciamo che il salario giusto deve essere ancorato ai contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative”, “quando diciamo che bisogna guardare al trattamento economico complessivo e non a una cifra isolata” e “quando impediamo che i contratti pirata diventino lo strumento per fare dumping sui lavoratori e concorrenza sleale alle imprese corrette. Ci sono settori però, come quello della vigilanza privata e dei servizi fiduciari, che dimostrano quanto sia semplicistica l’idea che basti fissare una soglia minima per legge per risolvere tutto. Ed è proprio per questo che serve rafforzare la contrattazione, non commissariarla con una cifra decisa per legge. Forza Italia sta dalla parte della contrattazione seria, delle parti sociali responsabili, delle imprese che rispettano le regole e dei lavoratori che devono avere tutele vere. La sinistra preferisce la scorciatoia”, ha concluso.
