(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Sicurezza: Perego, sosteniamo forze dell’ordine e inaspriamo pene per chi compie violenze
“I numeri parlano chiaro: 330 agenti feriti durante le manifestazioni del 2025, il 50% in più rispetto al 2024. Sono 330 servitori delloStato che, invece di tornare a casa dopo il servizio, sono finiti in al pronto soccorso. C’è quindi un evidente innalzamento del livello di violenza da parte di una minoranza di manifestanti, in un Paese in cui si tengono circa 10.000 manifestazioni l’anno. Esiste ed è garantito il diritto di manifestare il proprio dissenso, e i cittadini possono continuare a farlo in piena libertà”. Lo ha detto Matteo Perego di Cremnago, Sottosegretario di Stato alla Difesa, intervenendo a 4 di Sera.
“Abbiamo adottato un decreto sicurezza l’anno scorso e un altro adesso”, ha proseguito. “Ci aspettiamo che, se la sicurezza è davvero un bene comune, anche le opposizioni approvino le misure messe in campo, che mirano semplicemente a evitare aggressioni alle forze dell’ordine e devastazioni nelle città. Non vedo il senso complessivo di esprimere il dissenso in modo aggressivo, se non quello di esasperare un clima di contrapposizione violento verso il governo. È questo che vogliamo contrastare con norme di buon senso: impedire che le manifestazioni degenerino; evitare che le nuove generazioni vadano in giro armate di coltello. L’obiettivo è consentire alle forze dell’ordine di svolgere il proprio lavoro nel rispetto della legge e assicurare che chi commette questi reati sia punito con pene severe, anche a fini di deterrenza. Mi sembra una posizione di buon senso su cui dovremmo essere tutti d’accordo. Durante questo governo abbiamo assunto oltre 42.000 operatori delle forze dell’ordine; abbiamo riconosciuto aumenti di stipendio e siamo ora in fase di rinnovo contrattuale. Da un lato sosteniamo le forze dell’ordine, dall’altro inaspriamo le pene per chi compie atti di violenza, garantendo la piena libertà di manifestare a qualunque cittadino”, ha concluso.
