(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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SANITÀ, CAPPELLACCI: CON LA MANOVRA 2026 RISPOSTE CONCRETE ALLE PREOCCUPAZIONI DEGLI ITALIANI
«I dati pubblicati dal Corriere della Sera fotografano con chiarezza una realtà che la politica non può ignorare: la sanità è oggi una delle principali fonti di insicurezza percepita dagli italiani. Liste d’attesa, carenza di personale, disuguaglianze territoriali e difficoltà di accesso alle cure sono problemi reali, che incidono direttamente sulla vita delle persone e sulla fiducia nel Servizio sanitario nazionale».
Lo dichiara Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.
«In questo quadro – prosegue Cappellacci – la manovra 2026 rappresenta un cambio di passo significativo. Il rafforzamento strutturale del Fondo sanitario nazionale, l’attenzione vincolata a prevenzione, salute mentale, cronicità, screening e personale sanitario, insieme allo sviluppo di un welfare di prossimità basato su caregiver, farmacia dei servizi, telemedicina e dimissioni protette, vanno nella direzione delle reali priorità del Paese».
«Resta tuttavia aperta una questione decisiva – conclude –: la sanità italiana è oggi frammentata in 21 sistemi regionali e delle Province autonome, con differenze nei diritti e nei livelli di assistenza che non sono più accettabili. È qui che si gioca la partita più importante del regionalismo italiano: autonomia sì, ma solo se accompagnata da responsabilità e dalla garanzia dell’uguaglianza sostanziale dei diritti dei cittadini, ovunque essi vivano».
«Su questi temi ho approfondito il rapporto tra sanità, universalismo e futuro del regionalismo in un editoriale pubblicato sul mio blog, a partire dai dati del Corriere della Sera e dalle scelte contenute nella manovra 2026».
