(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Giustizia: Mulè, da Anm “allarmi democratici”. Con riforma nessuna sottomissione magistratura a politica, ma stop a correntocrazia
“Nella disperata ricerca di “allarmi democratici” da diffondere per atterrire i cittadini e convincerli a non votare la riforma della giustizia, l’Associazione nazionale magistrati oggi gioca la carta del Consiglio Superiore della Magistratura come organo che finirebbe nelle mani della politica. Si tratta di un’altra carta da baro, che segue quella della inesistente e mai neppure ipotizzata sottomissione dei pm o dei giudici alla politica. Con la riforma, la magistratura rimane infatti un potere autonomo e indipendente e il Csm conserverà la maggioranza di ben due terzi dei magistrati (pm da una parte e giudici dall’altra) e continuerà a essere presieduto dal Presidente della Repubblica: nessuna sottomissione o ingerenza della politica. Quel che cambia con la vittoria del SI è che con il sorteggio dei componenti del CSM finalmente si mette fine alla correntocrazia, alla dittatura delle correnti delle toghe che tanto piace a parte dell’Associazione nazionale magistrati perché tiene in ostaggio e condiziona promozioni e trasferimenti con un’inevitabile compressione della libertà dei giudici”.
Lo dichiara in una nota Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e responsabile della campagna referendaria per il SI di Forza Italia.
