Di Luca Franceschi
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Deficit: Casasco, risultati del governo evidenti. All’Europa chiediamo deroga su energia
“Lo scostamento dello 0,7%, che porta il deficit al 3,1%, è solo una mancata soddisfazione rispetto ad un impegno concordato con l’Europa al 31 dicembre 2026. Oggi siamo vincolati alla spesa primaria netta: al netto degli interessi, questo ci impone di mantenere per il prossimo anno una traiettoria dell’1,6%, già interamente assorbita dalla manovra. Per questo, al di là di quanto si sostiene nel dibattito politico, non sarebbe stato possibile varare misure espansive”.
Lo ha dichiarato Maurizio Casasco, deputato di Forza Italia e responsabile del dipartimento Economia, intervenendo a Porta a Porta.
“I risultati ottenuti da questo governo sono evidenti: dal suo insediamento, nel settembre 2022, lo spread è sceso da 240 a 76 punti base; le agenzie di rating hanno premiato per sette volte consecutive l’Italia, riconoscendo la stabilità dell’esecutivo e la credibilità del percorso intrapreso. All’epoca il rapporto deficit-PIL era all’8%, mentre oggi è al 3,1%. Se non raggiungiamo il 3% con un anno di anticipo è perché sul sistema sociale ed economico continuano a pesare i 210 miliardi prodotti dai governi giallo-rossi, di cui 40 sul bilancio di quest’anno e 20 sul prossimo.
Stiamo vivendo una fase internazionale estremamente complessa, ed è proprio qui che si apre il tema europeo: oggi esiste una deroga solo sul fronte della difesa, mentre non sono previste flessibilità su un capitolo strategico, quello dell’energia, che rappresenta il vero nodo per la crescita e la sostenibilità economica dell’Italia e dell’intera Europa. È questo che dobbiamo chiedere con forza all’Unione europea. L’Europa non deve intervenire rompendo in modo generalizzato il Patto di stabilità o favorendo singoli Stati. Deve invece introdurre forme di flessibilità mirate, come già avvenuto per la difesa, anche sul fronte dell’energia, che non è un tema nazionale ma uno “shock importato”, al pari del Covid. Questo è oggi l’intervento immediato che l’Europa deve mettere in campo”, ha concluso.
