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FI – FORZA ITALIA * CAMERA: «DAVIDE BERGAMINI (FORZA ITALIA): “SUI FATTI DI MODENA QUALCUNO CERCA ANCORA GIUSTIFICAZIONI. SBAGLIATO MINIMIZZARE: QUI C’È ODIO E FANATISMO”»

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14.50 - martedì 19 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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Davide Bergamini (Forza Italia): “Sui fatti di Modena qualcuno cerca ancora giustificazioni. Sbagliato minimizzare: qui c’è odio e fanatismo”

“Dopo quanto accaduto sabato a Modena, trovo sinceramente assurdo che ci sia ancora qualcuno che tenti di giustificare o ridimensionare un episodio così grave.

Parliamo di una persona che è uscita di casa armata di coltello, si è messa in auto e, come mostrano chiaramente i video circolati in queste ore, ha cercato di investire più persone possibili seminando il panico nel centro cittadino. Non stiamo parlando di una semplice lite o di un gesto impulsivo: siamo davanti a un atto gravissimo che presenta elementi evidenti di odio e fanatismo. Mi dispiace inoltre che, dalle ultime indicazioni emerse, sembrerebbe che non vengano contestate aggravanti come la premeditazione. Francamente credo sia difficile sostenere il contrario di fronte ad un evento simile.
Sono i fatti che dimostrano lucidità nell’azione e una volontà precisa di colpire.

Nessuno mette in dubbio che possano esserci anche problemi psichici. È evidente che una persona normale non farebbe mai ciò che è stato fatto sabato pomeriggio. Ma usare questo elemento per cercare di cancellare o nascondere il contesto in cui emergono segnali di radicalizzazione, come le frasi contro i cristiani e gli italiani emerse in queste ore, o il possibile movente ideologico, significa voler mettere la testa sotto la sabbia.

Ed è grave che una certa sinistra continui a non prendere le distanze in modo netto da certi atteggiamenti, cercando immediatamente attenuanti e giustificazioni invece di condannare senza ambiguità. Davanti a fatti di questo tipo servono chiarezza, fermezza e il coraggio di chiamare le cose con il loro nome.

Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno Piantedosi per capire se il soggetto fosse già monitorato, se vi fossero segnali di radicalizzazione e per quale motivo alcuni suoi profili social risultassero già bloccati.

Lo Stato deve reagire con fermezza. Servono controlli, prevenzione e pene severe. Per chi compie atti di questo tipo deve essere prevista la pena massima possibile: l’ergastolo a vita. Perché la sicurezza dei cittadini, il rispetto delle nostre leggi e la difesa dei nostri valori non possono essere messi in discussione.”

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