(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Genova, 22 lug. – La giunta comunale ha approvato le nuove tariffe TARI, che per il primo anno non sono liberamente determinate dai Comuni, ma devono attenersi al piano finanziario proposto da Amiu e validato dall’Agenzia regionale ARLIR secondo le norme fissate dall’agenzia nazionale ARERA. Il metodo di calcolo si fonda sui costi sostenuti da AMIU nell’anno 2024 e non consente discrezionalità ai Comuni, che possono decidere di coprire parzialmente il fabbisogno con risorse dell’imposta di soggiorno e coprendo con risorse proprie il fondo crediti relativo alla TARI non riscossa, che è obbligo di legge stanziare.
Per il 2026 ARLIR ha validato un piano economico finanziario che prevede un aumento del 6,7% per il Comune di Genova e per i Comuni della Città Metropolitana in cui il servizio rifiuti è affidato ad AMIU.
Il Comune di Genova ha stanziato complessivi 2,3 milioni di risorse comunali per contenere la tariffa, che si attesterà di conseguenza su un aumento medio del 5,7% per il 2026 e dell’1% per il 2027. In particolare: 1,3 milioni provengono dalla tassa di soggiorno e contribuiscono direttamente a ridurre l’aumento della tariffa; 1 milione di ulteriori risorse comunali vengono stanziate per evitare che il fondo crediti gravi ulteriormente sull’aumento tariffario.
«È ovvio che a nessuno fa piacere aumentare le tasse, non provoca nessun tipo di ritorno politico positivo – afferma la sindaca Silvia Salis – Abbiamo provato in ogni modo a interloquire con l’azienda per evitare i rincari, ma ci è stato detto che non è assolutamente possibile perché le risorse sono finte: purtroppo paghiamo i conti di chi prima di noi ha riscosso i vantaggi, rinviando i rincari negli anni. Ma l’intenzione di questa amministrazione è quella di non lasciare le aziende partecipate come le abbiamo trovate noi: se questo ci costerà del capitale politico, pazienza, ma è una questione di trasparenza”. Salis aggiunge che “il Comune è intervenuto per quanto possibile. Avremmo potuto calmierare ancora di più con risorse nostre? Forse. Ma la coperta non è infinita e si sarebbero dovuti tagliare servizi ai più fragili. Queste sono scelte politiche. Come quelle di chi diceva di avere un approccio manageriale, ma poi ci ha lasciato le aziende pubbliche sull’orlo del fallimento. Questa amministrazione non ha intenzione di usare le partecipate per fare propaganda politica, come abbiamo visto con Amt: se ignori la realtà per anni, alla fine i conti da pagare arrivano».
Il vicesindaco Alessandro Terrile sottolinea che «siamo nel primo anno di applicazione del nuovo sistema per il calcolo dei costi del servizio e la redazione del piano finanziario, che ci ha presentato un aumento del 6,7%. Un rincaro di fronte al quale non ci siamo arresi, ma abbiamo messo in campo risorse straordinarie per 2,3 milioni per mitigare l’impatto sulla cittadinanza, oltre alle risorse per le agevolazioni a favore dei nuclei familiari più fragili. Il piano è stato costruito sulla base dei costi sostenuti nel 2024 e gli aumenti sono dovuti principalmente al rinnovo del contratto di lavoro e all’aumento del costo dei carburanti. Va anche ricordato che Amiu è un’azienda che nel 2024 e nel 2025 ha perso tra quattro e cinque milioni all’anno e chiude i bilanci in pareggio o in lieve attivo grazie ad operazioni straordinarie che hanno sfruttato tutte le risorse disponibili e non sono più prevedibili».
L’assessora Silvia Pericu riconosce che «ci sono delle difficoltà nel servizio che vanno superate, molte sono dovute alle mancate scelte anche sul fronte dell’efficientamento, alle scelte errate fatte negli anni, come i cassonetti intelligenti che creano parecchie criticità al conferimento o la totale rinuncia ad aree a disposizione dell’azienda. Scelte che, oltre ad aver generato forti criticità, hanno comportato spese per decine di milioni di euro. Ora stiamo lavorando per razionalizzare, migliorare il servizio, a partire dalla pulizia dei cassonetti e di quanto resto sotto gli stessi. Capiamo le difficoltà che comporta un aumento della spesa, ma abbiamo fatto tutto il possibile per contenere il rincaro a fronte di una crescita dei costi non stabilita dal Comune».
A titolo di esempio, per una famiglia di due persone che vive in un appartamento di 80 metri quadrati l’aumento sarà di 18,43 euro l’anno. Per una famiglia di 4 persone in un appartamento di 100 metri quadrati l’aumento sarà di 28,19 euro l’anno.
Sono previsti aumenti più contenuti, compresi tra il 3,6% e il 4,2%, sulle utenze non domestiche (negozi, uffici, imprese, etc.), e agevolazioni tariffarie per le famiglie fragili che prevedono contributi comunali a parziale o integrale riduzione della tariffa.
FAMIGLIE IN SITUAZIONE DI GRAVE DISAGIO ECONOMICO (ART. 21 Reg. TARI)
Per i nuclei familiari in situazione di grave disagio economico, con ISEE inferiore a 15.000 Euro, seguiti dai servizi sociali del Comune è prevista la riduzione parziale o integrale della TARI, con risorse a carico del Comune.
Nel 2025 l’agevolazione ha azzerato o ridotto la TARI per 718 famiglie, per un investimento complessivo di 200.000 euro di risorse comunali.
BONUS TARI
Quest’anno debutta il BONUS TARI, che prevede una riduzione del 25% della TARI applicata direttamente in bolletta ai nuclei familiari che, entro novembre 2025, abbiano richiesto un ISEE inferiore a 9.796 Euro o a 20.000 Euro per i nuclei con 4 o più figli a carico.
Il bonus è erogato automaticamente a circa 25.000 nuclei familiari in Comune di Genova, con una riduzione media di 88 euro a famiglia e un investimento complessivo di circa 2,2 milioni di risorse comunali.
CONTRIBUTO COMUNALE ACCORDO COMUNE GENOVA – ORGANIZZAZIONI SINDACALI
Grazie al lavoro proseguito in questi mesi con le organizzazioni sindacali confederali CGIL, CISL e UIL, il Comune ha stanziato le risorse per prorogare e ampliare l’accordo già in essere che prevede l’erogazione di un contributo con risorse comunali a favore di nuclei familiari composti fino a due componenti, di cui almeno un pensionato ultrasettantenne con ISEE inferiori 20.000 euro, e di nuclei familiari con figli a carico tra 1 e 4 con ISEE inferiore a 20.000 euro.
Il contributo si ottiene, come negli anni scorsi, presentando apposita domanda sul portale del Comune.
Nell’anno 2025, il contributo era compreso tra i 100 e 150 euro a famiglia. Sono state accolte tutte le 2.200 domande che rispondevano ai requisiti, per un investimento complessivo di 300.000 euro.
La cumulabilità del BONUS TARI con il Contributo comunale permetterà ai nuclei familiari fragili di avere un abbattimento della TARI superiore al 50%.
STRADE PRIVATE AD USO PUBBLICO
Con la modifica dell’art. 19 del Regolamento TARI si risolve una disparità di trattamento rilevante per chi abita in strade private ad uso pubblico.
A differenza delle norme comunali, il regolamento TARI divideva le strade semplicemente in pubbliche e private. E ai fini dell’eventuale riduzione, calcolava la distanza dal cassonetto dall’inizio della strada pubblica.
Con la modifica, si sancisce che ai fini della TARI saranno considerate pubbliche anche le strade private per le quali il Comune ha riconosciuto l’uso pubblico con apposito atto amministrativo.
In questo modo, chi abita in strade private ad uso pubblico nelle quali non sono posizionati cassonetti AMIU potrà usufruire della riduzione tariffaria.
APPARTAMENTI AD USO TURISTICO
Per le unità immobiliari destinate a case e appartamenti per vacanze, locazioni turistiche o altre forme di ospitalità turistica svolte in forma non imprenditoriale, indipendentemente dal periodo della locazione e dal numero dei pernottamenti, ai fini della determinazione della tariffa TARI il numero degli occupanti è presuntivamente determinato in sei, salvo diversa dichiarazione presentata dall’utente.
La disposizione è finalizzata a favorire una corretta dichiarazione dell’effettivo numero di componenti in relazione alla disponibilità dei posti letto.
