Di Luca Franceschi
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Accoltellato Milano, Forza Italia: “Priorità a salute mentale e integrazione”
“L’aggressione avvenuta questa mattina a Milano non può essere derubricata come un fatto di cronaca isolato. È un gesto gravissimo, non giustificabile in alcun modo, e non dobbiamo minimizzarlo. Ma proprio perché non vogliamo cercare alibi o attenuanti, abbiamo il dovere di individuare le criticità che possono aver contribuito a un comportamento così estremo, per costruire misure reali di prevenzione”. Così in una nota Filippo De Bellis, Responsabile Sicurezza Lombardia di Forza Italia.
“Oggi la sicurezza urbana passa attraverso due direttrici che non possono più essere considerate marginali: la salute mentale e l’integrazione delle seconde generazioni.
Secondo i dati del Ministero della Salute, oltre 3 milioni di cittadini risultano in carico ai Dipartimenti di Salute Mentale, con un aumento costante dei disturbi comportamentali tra i giovani e una capacità di intercettazione del disagio ancora disomogenea. Il Governo – prosegue De Bellis – ha avviato interventi importanti, come il potenziamento dei servizi territoriali, l’introduzione della psicologia di base, il rafforzamento dei percorsi di presa in carico precoce, ma la vicenda di oggi dimostra che serve un sistema più capillare.
Inoltre questa aggressione riporta al centro il tema dell’integrazione delle seconde generazioni: in Italia vivono circa 1,1 milioni di giovani nati o cresciuti nel Paese da famiglie immigrate, e il tasso di abbandono scolastico tra i minori di seconda generazione supera il 30%, contro il 12% dei coetanei italiani. Questo dato – evidenzia l’esponente azzurro – ci conferma un grande divario che si traduce in fragilità educative e rischi di marginalità.
Anche per questi motivi, la sicurezza urbana non può essere affrontata solo proponendo politiche repressive. Al contrario è necessaria una strategia capace di unire tutela della salute mentale, prevenzione sociale e integrazione. Questi tre aspetti devono essere affrontati insieme, non per giustificare la violenza, ma per prevenirla con strumenti efficaci” conclude De Bellis.
