(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Per finanziare le tante sfide che riguardano l’Europa, e non da ultimo quelle della difesa, il rapporto Draghi ha stimato la necessità di risorse per circa 750-800 miliardi di euro aggiuntivi all’anno. Eppure, circa 10 trilioni di euro di risparmi delle famiglie europee rimangono parcheggiati in depositi bancari a basso rendimento. Sono stati fatti, dai relatori presenti, eloquenti esempi – citando anche l’Italia – di come i governi si stiano muovendo per incoraggiare gli investimenti finanziari.
La realizzazione di una autentica ‘Unione dei Risparmi e degli Investimenti’ è quindi essenziale per lo sviluppo e l’autonomia strategica dell’Unione europea.
Un passaggio importante riguarda le iniziative intraprese in ambito bancario-finanziario che sono volte, in una prospettiva di lungo periodo, al completamento dell’Unione Bancaria, e, più nell’immediato, al perseguimento di obiettivi di razionalizzazione/semplificazione del quadro regolamentare UE e di una maggiore competitività del settore.
Il Market Integration and Supervision Package è pilastro portante di questa strategia. Elementi chiave includono il rafforzamento dell’ESMA (la Consob europea) come supervisore centrale per le infrastrutture transfrontaliere e l’armonizzazione delle regole per i gestori di fondi.
Quanto alle interrelazioni tra supervisione centralizzata e sovranità nazionale, gli ostacoli da superare – e che possiamo superare – sono di natura politica e strutturale: la frammentazione fiscale, le diverse leggi fallimentari e una home bias persistente che limita gli investimenti transfrontalieri.
Su tale strategia occorre, perciò, agire speditamente e con ambizione, soprattutto su temi anche potenzialmente divisivi quali quello della vigilanza sui mercati e il completamento dell’Unione bancaria tramite la realizzazione di uno schema comune di garanzia dei depositi.
Nel corso dei negoziati futuri riteniamo che alla prospettiva europea debba necessariamente accompagnarsi anche quella nazionale, al fine di tenere in considerazione le specificità dei comparti nazionali, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità.
In conclusione, l’Unione dei risparmi e degli investimenti richiede coraggio. Dobbiamo passare da un sistema bank-based a uno che valorizzi il capitale privato. L’Unione dei risparmi e degli investimenti è la nostra unione per la crescita”.
Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi alla sessione “L’Unione del risparmio e degli investimenti: sfide e prossimi passi” in occasione della Commissione per gli Affari Economici e Monetari (ECON) in corso a Bruxelles.
