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FDI – FRATELLI D’ITALIA * SENATO: «UE, TERZI (FDI): NAZISMO E STALINISMO IDEOLOGIE TOTALITARIE»

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12.35 - venerdì 8 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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Domani 9 maggio, in occasione della festa dell’Europa e del ricordo della vittoria degli alleati sul nazifascismo nel 1945, la Russia di Putin organizzerà celebrazioni dedicate a una vittoria in una guerra che non avrebbe mai avuto luogo senza il ruolo decisivo dell’Unione Sovietica di Stalin, figura storica che l’attuale autocrate del Cremlino continua a idealizzare. La Seconda guerra mondiale iniziò infatti con un’operazione militare conseguente a un accordo stipulato nel 1939 tra la Germania nazista e l’Unione Sovietica: il patto Molotov-Ribbentrop, denominato così dal nome dei rispettivi Ministri degli Esteri. Questo accordo rappresentò il fondamento della divisione dell’Europa, a cominciare dalla Polonia, primo Stato a essere invaso.

È significativo ricordare che il Parlamento europeo ha confermato questa lettura storica attraverso una risoluzione approvata con ampia maggioranza nel settembre 2019, dalla quale si astennero gli eurodeputati del Movimento Cinque Stelle e della Sinistra. La risoluzione equipara il nazismo e lo stalinismo-comunismo come ideologie totalitarie. Il documento dell’assemblea di Strasburgo specifica che in conseguenza diretta del patto Molotov-Ribbentrop, seguito dal trattato di amicizia e di frontiera nazi-sovietico del 28 settembre 1939, la Repubblica polacca fu invasa prima da Hitler e due settimane successivamente da Stalin. Questi eventi causarono la perdita dell’indipendenza polacca e rappresentarono una tragedia senza precedenti per il popolo di quella nazione. La risoluzione inoltre documenta come il 30 novembre 1939 l’Unione Sovietica comunista avviò una guerra aggressiva contro la Finlandia e nel giugno 1940 occupò e annesse parti della Romania, territori mai restituiti, oltre alle Repubbliche indipendenti di Lituania, Lettonia ed Estonia.

La risoluzione parlamentare condanna pertanto tutte le manifestazioni e la diffusione di ideologie totalitarie, quali il nazismo e lo stalinismo, all’interno dell’Unione europea. Essa richiede inoltre l’affermazione di una cultura della memoria condivisa, che rigetti i crimini dei regimi fascisti e stalinisti e di altri regimi totalitari e autoritari del passato, quale strumento per promuovere la resilienza alle minacce contemporanee alla democrazia, specialmente tra le giovani generazioni.

Putin ha ripetuto in molteplici occasioni che la vera tragedia del ventesimo secolo consiste nella caduta di quell’impero sovietico. Un impero che storicamente porta il peso della responsabilità condivisa nell’aver provocato il conflitto più sanguinoso della storia dell’umanità. Non rappresenta una coincidenza il fatto che l’azione persistente di Putin, sia in Ucraina che nello scenario internazionale, fondata su violenza e sovversione dell’ordine mondiale basato su regole comuni, non stia producendo risultati positivi. Secondo le anticipazioni diffuse dalla stampa, alle celebrazioni previste per domani a Mosca risulterebbe pressoché assente la partecipazione di leader mondiali, con l’eccezione del Presidente bielorusso Lukashenko.

Queste le considerazioni espresse dal senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi, presidente della Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato.

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