(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’operazione della Guardia di Finanza e della Digos di Genova ha colpito al cuore una rete terroristica che, sotto la copertura dell’aiuto umanitario, finanziava Hamas.
7 milioni di euro, transitati da tre finte associazioni di beneficenza in Italia, destinati a un’organizzazione responsabile del massacro del 7 ottobre.
Nove arresti, tra cui Mohammad Hannoun, punto di riferimento della rete filo-Hamas nel nostro Paese.
Hannoun è da anni attivo anche nella cosiddetta Flottilla per Gaza, un’operazione puramente mediatica mascherata da missione umanitaria, che aveva il solo obiettivo di sostenere Hamas e delegittimare Israele come alcune inchieste stampa avevano già evidenziato.
Non a caso, dietro questa operazione ci sono figure internazionali ben note all’estremismo islamista, come Zaher Birawi, e connessioni inquietanti anche con Francesca Albanese, relatrice Onu, volto e paladina della sinistra più ambigua e ideologizzata.
Ciò che però indigna ancora di più è il silenzio o peggio, la complicità di una parte della sinistra italiana.
Esponenti del Pd, dei 5 Stelle e di Avs hanno partecipato a incontri e convegni con Hannoun.
Fratoianni, Furfaro, Boldrini, Ascari, Di Battista.
Basta con la finta solidarietà, basta con la retorica pro-palestinese.
È ora che la sinistra italiana dia spiegazioni chiare.
Basta ambiguità.
Basta cortocircuiti ideologici che legittimano l’odio e l’estremismo.
Chi ha giustificato, sostenuto o anche solo tollerato queste realtà si prenda la responsabilità politica e morale di quanto è accaduto.
L’Italia non può essere un rifugio sicuro per chi finanzia la jihad.
Un grazie alle nostre Forze dell’Ordine e agli inquirenti che ancora una volta hanno agito con fermezza e coraggio.
Nessuna tolleranza verso chi, dietro la maschera della solidarietà, finanzia la violenza e il terrore.
Lo dichiara il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia a palazzo Madama, il senatore Marco Scurria.
