Di Luca Franceschi
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Durante la discussione in Aula del Senato sul disegno di legge per l’Istituzione della Giornata nazionale in memoria dei Giornalisti uccisi, il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia ha voluto ricordare una figura significativa della storia della comunicazione italiana: Almerigo Grilz. Un ragazzo originario di Trieste che rappresenta il simbolo di coloro i quali decidono di sacrificare la propria vita per la libertà di informazione.
Menia ha sottolineato come Grilz fosse stato suo capo nel Fronte della Gioventù e come abbia rappresentato una scelta consapevole di lasciare l’impegno nella lotta politica per dedicarsi al giornalismo, in particolare per raccontare le guerre dimenticate dal resto del mondo. Grilz è stato il primo giornalista italiano a cadere in una zona di conflitto, un sacrificio che ha ferito profondamente l’intera comunità triestina per la straordinarietà del personaggio.
Il senatore ha raccontato come Grilz sia stato a lungo osteggiato, insultato e vilipeso a causa della sua storia politica. Emblematico il caso della lapide realizzata dall’Ordine dei giornalisti di Trieste in memoria dei giornalisti uccisi: da questo monumento il nome di Grilz era stato volutamente escluso perché considerato scomodo il ricordo di un “fascista”. Solo successivamente, quando Menia ha ricoperto l’incarico di assessore alla Cultura di Trieste, è stato possibile rendere giustizia al giornalista attraverso l’intitolazione di una strada a suo nome.
Concludendo il suo intervento, Menia ha ribadito l’importanza di onorare tutti coloro che scelgono di rischiare la propria vita per il diritto all’informazione. Questi professionisti, ha affermato, hanno la capacità di insegnarci il significato autentico del coraggio e della libertà. Per queste ragioni, l’istituzione di una giornata nazionale dedicata alla memoria dei giornalisti uccisi assume un valore fondamentale e deve rappresentare un momento di riflessione sul senso profondo della libertà di stampa.
