Di Luca Franceschi
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Il senatore di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo, presidente della Commissione Affari Costituzionali a Palazzo Madama, ha presentato in una conferenza stampa al Senato il libro “Il dolore, l’oncologo e il basket” di Giampiero Porzio, oncologo che vanta anche un’esperienza come allenatore di basket.
De Priamo ha sottolineato come il testo rappresenti uno strumento importante per richiamare l’attenzione della comunità oncologica sulla terapia del dolore. Secondo il senatore, i veri cambiamenti culturali non avvengono attraverso disposizioni normative, ma attraverso una profonda trasformazione della mentalità. Il libro si propone proprio di colmare questo gap culturale e di evidenziare il ruolo cruciale delle cure palliative nel percorso terapeutico dei pazienti.
Il presidente della Commissione Affari Costituzionali ha evidenziato come la formazione sulla terapia del dolore in oncologia rappresenti una priorità assoluta a livello internazionale, eppure continui a ricevere scarsa considerazione all’interno dei programmi didattici delle facoltà di Medicina e delle scuole di specializzazione. De Priamo ha ricordato che il dolore non rappresenta soltanto una sofferenza fisica, ma genera anche gravi conseguenze sul piano psichico e sociale, causando angoscia e preoccupazione anche nei familiari dei pazienti.
L’opera di Porzio rappresenta dunque un contributo significativo alla preparazione dei medici, permettendo loro di acquisire competenze fondamentali nel trattamento del dolore nei pazienti oncologici. De Priamo ha sottolineato come nel testo convergano due dimensioni della personalità dell’autore, quella del clinico e quella dell’allenatore, creando una prospettiva unica per illustrare l’importanza della ricerca e l’impegno nel potenziamento delle competenze oncologiche. Le pagine del libro rispecchiano un profondo amore per le cure di supporto e per lo sport del basket.
In conclusione, il senatore ha enfatizzato come le sfide debbano sempre essere affrontate indipendentemente dagli esiti che potranno averne, e proprio come nel basket, anche nelle malattie oncologiche nessuno vince o perde mai da solo.
