Di Luca Franceschi
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I deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Affari sociali Marianna Ricciardi, capogruppo, e Andrea Quartini hanno espresso forte insoddisfazione per la risposta fornita dal sottosegretario Balboni all’interpellanza presentata dal loro gruppo sulla crescente presenza dei grandi gruppi privati accreditati che operano in convenzione con il Servizio sanitario nazionale.
Al centro della questione sollevata dai parlamentari pentastellati c’è la pervasività di importanti realtà come il gruppo San Donato, che comprende anche il San Raffaele, e la necessità di prevenire gravi episodi di mala sanità.
I rappresentanti del M5S hanno citato casi documentati di infermieri di cooperative che hanno somministrato ai pazienti un dosaggio di farmaci dieci volte superiore a quello normale, oppure che hanno somministrato due volte un farmaco già assunto dal paziente. Si tratta di situazioni che evidenziano una chiara mancanza di competenze professionali.
La proposta avanzata dai deputati è chiara: il Governo dovrebbe prevedere che le strutture private non possano ottenere l’accreditamento se non dispongono di personale competente e adeguatamente formato, retribuito almeno quanto quello impiegato nel pubblico. Se questi vincoli non servono a garantire qualità e appropriatezza delle cure, si chiedono i parlamentari, a cosa servono?
Ricciardi e Quartini hanno sottolineato come non sia accettabile restare inermi in attesa della prossima inchiesta giudiziaria per scandalizzarsi di fronte a nuovi casi di malasanità. È sotto gli occhi di tutti, hanno rimarcato, come il Servizio sanitario nazionale sia sempre più in pericolo e sempre più depauperato di risorse.
Il Governo non ha fornito dati sul personale impiegato attraverso le cooperative né ha chiarito quali iniziative intenda adottare per obbligare a una verifica delle competenze di questo personale.
Ma soprattutto, hanno evidenziato i due deputati, non è arrivata risposta alla questione più importante: cosa vuole fare il Governo per impedire che i gruppi sanitari privati possano influenzare le scelte politiche legate alla sanità? Quali misure intende adottare per prevenire questo conflitto di interessi?
Su questi temi cruciali, hanno concluso Ricciardi e Quartini, è stata fatta scena muta.
