Di Luca Franceschi
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Le immagini che giungono dalla Val di Susa descrivono una scena ben diversa da una semplice protesta. Quello che si è verificato rappresenta infatti un vero e proprio assalto, con camionette dei Carabinieri incendiate, pietre, bombe carta e razzi lanciati contro le forze schierate a protezione di un cantiere e della legalità.
Secondo la senatrice Paola Mancini di Fratelli d’Italia, nulla di quanto accaduto può essere considerato espressione legittima del diritto di manifestare, diritto che rimane sacro e indiscutibile. Ciò che è avvenuto non costituisce una semplice tensione, bensì un atto di violenza vera e propria. La violenza, sottolinea Mancini, non rappresenta mai un incidente casuale, ma una scelta consapevole e deliberata.
Si tratta di uno schema che si ripete da anni, orchestrato da una minoranza organizzata che agisce travisata e armata di ordigni artigianali, con l’esplicito intento di colpire lo Stato. Per questa ragione, secondo la senatrice, il silenzio non può essere una scelta accettabile.
Mancini sostiene che chi minimizza gli accadimenti, chi cerca continuamente giustificazioni di natura politica, chi non ha il coraggio di emarginare gli elementi violenti, finisce per legittimarli indirettamente. La pratica di condannare formalmente mentre si comprende nei fatti rappresenta la formula con cui una parte della sinistra convive ormai da tempo con le componenti antagoniste e insurrezionaliste.
La senatrice esprime piena solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine, Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, che ancora una volta, mettendo a rischio la propria incolumità personale, hanno tutelato la sicurezza di tutti i cittadini.
Mancini sottolinea che la Torino-Lione non rappresenta un cantiere ordinario, bensì un’infrastruttura strategica fondamentale che connette l’Italia all’Europa e che serve i territori, l’economia e le generazioni future. Le intimidazioni non potranno arrestare i lavori, né piegare le istituzioni. Lo Stato non cede alla prepotenza e la legalità prevarrà su chi cerca di aggressione.
