(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«Il comunicato diffuso dal Partito dei Carc è un concentrato di odio ideologico, intimidazione politica e delegittimazione delle istituzioni democratiche: un testo sconcertante, oltraggioso e apertamente eversivo, che nulla ha a che vedere con il confronto democratico o con la legittima espressione del dissenso». A dichiararlo è il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia.
«Siamo di fronte a una narrazione delirante e profondamente pericolosa – prosegue il senatore – che individua nello Stato, nel Governo democraticamente eletto, nelle istituzioni e persino nelle imprese i “nemici” da colpire, legittimando pratiche intimidatorie e una vera e propria cultura della violenza politica.
Questo linguaggio non è politica e non è dissenso: è propaganda ideologica violenta, completamente scollegata dalla realtà, che richiama esplicitamente logiche di sovversione e di conflitto che l’Italia ha già conosciuto e che hanno prodotto lutti e tragedie.
Non ci stupisce che questa follia provenga da un’organizzazione che si richiama apertamente a un’ideologia che in ogni sua applicazione pratica non ha prodotto altro che oppressione, morti e miseria.
Il Partito dei Carc non rappresenta alcuna istanza reale, ma ripropone, senza spirito critico, una visione estremista, violenta e fuori dal tempo».
«Utilizzare la tragedia del popolo palestinese come pretesto per legittimare l’odio verso lo Stato italiano, per attaccare le istituzioni democratiche, per intimidire sedi di partito e criminalizzare aziende o rappresentanti eletti – attacca Barcaiuolo – è surreale e profondamente pericoloso.
Qui non si parla di solidarietà né di impegno umanitario: siamo di fronte a una strumentalizzazione ideologica finalizzata a destabilizzare l’ordine democratico e ad alimentare uno scontro permanente.
Colpisce, inoltre, la totale assenza di qualsiasi rispetto per la legalità e per la convivenza civile: si inneggia apertamente alla rottura politica, si teorizza la messa in discussione della legittimità delle istituzioni e si alimenta un clima di odio che può avere conseguenze molto serie per l’intera società».
«Non intendiamo accettare lezioni da chi usa il linguaggio della contrapposizione permanente e dell’odio ideologico.
Difendere la libertà di espressione significa anche non chiudere gli occhi davanti a testi che legittimano l’intimidazione e lo scontro.
La democrazia si difende con fermezza, e lo Stato non si lascia ricattare da chi sogna di riportare il Paese indietro di decenni», conclude Barcaiuolo.
