(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’esclusione di parrucchieri, centri estetici e tatuatori dall’obbligo di iscrizione al RENTRI è una scelta contenuta nella Legge di Bilancio 2026 e rappresenta il risultato di una precisa volontà politica di Fratelli d’Italia e della maggioranza di centrodestra.
Con questo intervento, inserito nel provvedimento economico più importante dell’anno, è stata corretta una norma che avrebbe imposto adempimenti burocratici e costi sproporzionati a migliaia di micro e piccole imprese, senza reali benefici ambientali.
Non si è trattato di una misura tecnica, ma di una decisione politica che afferma un principio chiaro: le semplificazioni devono essere reali e non solo annunciate.
Per mesi il RENTRI è stato difeso così com’era da una parte politica e da un approccio amministrativo distante dalla realtà produttiva del Paese, che avrebbe finito per equiparare attività artigiane e di servizi alla persona a grandi realtà industriali.
Una visione ideologica, che scaricava sulle imprese più piccole il peso di una burocrazia inutile.
Fratelli d’Italia ha scelto un’altra strada, intervenendo in Legge di Bilancio per ristabilire il buon senso.
La tutela dell’ambiente resta un obiettivo fondamentale, ma non può trasformarsi in un pretesto per moltiplicare obblighi, registri e contributi a carico di chi lavora.
Gli obblighi di corretta gestione dei rifiuti rimangono, ma vengono eliminati adempimenti non proporzionati che avrebbero solo aggravato il carico amministrativo sulle imprese.
È una scelta di equilibrio, che dimostra come sostenibilità e sviluppo possano convivere senza penalizzare il tessuto produttivo.
Questo risultato conferma la linea di Fratelli d’Italia: meno burocrazia, più rispetto per il lavoro, più attenzione concreta alle esigenze delle imprese.
Una linea che continueremo a portare avanti anche nei prossimi provvedimenti.
Lo dichiara il vice responsabile nazionale del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia, Lino Ricchiuti.
