(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La senatrice di Fratelli d’Italia Marta Farolfi ha dichiarato di trovare “veramente fuori luogo che Michele De Pascale, in merito alla frana di Niscemi, si permetta di polemizzare col Governo dicendo che, cito testuali parole, ‘i fondi che il nostro Paese destina alla prevenzione, in questi anni, sono sempre rimasti scarsi'”.
“Di quali anni parla? Forse parla del 2014 quando il Governo Renzi istituì ‘Italia Sicura’ per la lotta al dissesto idrogeologico coperto da 7 miliardi prima, più altri 2,7 dopo e di cui secondo l’Anci ne sarebbero stati spesi solo 3?”, ha proseguito Farolfi.
“Forse del 2018 quando il Governo Conte, soppressa ‘Italia sicura’, creò ‘Proteggi Italia’ con ben 11 miliardi da spendere in 3 anni e sempre secondo l’Anci dei 3 miliardi stanziati per il 2019 ne sarebbero stati spesi appena 325 milioni?”, ha aggiunto.
“O forse degli anni dal 2007 al 2020 quando le regioni, Emilia-Romagna compresa, del fondo europeo di un miliardo e 600 milioni, sempre per il dissesto idro-geologico, secondo l’Agenzia per la Coesione territoriale, ne avrebbero speso solo 320 milioni, cioè il 20%? Ripeto, di quali anni parla?”, ha incalzato la senatrice.
“Il Governo Meloni governa solo dal 2022 e se i fondi per la dovuta prevenzione negli anni addietro non sono stati spesi non è certo colpa del Governo Meloni”, ha sottolineato Farolfi.
“Concordo sulla necessità della prevenzione che, come dice il Ministro Musumeci, deve diventare un obbligo di legge, ma non si possono accettare lezioni da chi fa parte di quel partito che da 70 anni guida la Regione Emilia-Romagna e per il quale la prevenzione non è certo mai stata una priorità”, ha dichiarato.
“Come dimostrano non solo i danni delle alluvioni del 2023 e del 2024, ma anche quanto avvenuto la notte di Natale 2025, nonostante la promessa di un cambio di passo fatta proprio da De Pascale in campagna elettorale”, ha concluso la senatrice, chiedendosi se si tratti “di non conoscenza della realtà o di malafede”.
