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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: INTERROGAZIONI SU TEMI D’ATTUALITÀ -1»

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16.37 - martedì 9 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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È iniziata oggi la sessione di lavori di giugno del Consiglio provinciale di Bolzano, la prima diretta dal presidente Angelo Gennaccaro.

All’avvio, su richiesta di Andreas Leiter Reber, l’aula è stata sospesa per un confronto tra capigruppo in merito al funerale di Josef Fontana.

Al rientro, il presidente Gennaccaro ha comunicato che domani i lavori del plenum saranno interrotti alle 11, dopo la presentazione delle relazioni delle titolari degli organismi di garanzia, per consentire a chi lo desidera di partecipare alle esequie, e riprenderanno alle 14.

È quindi iniziata la trattazione delle interrogazioni su temi d’attualità.

Sulla possibilità di aumentare la capacità del termovalorizzatore di Bolzano, Franz Locher (SVP) ha ricordato che l’inceneritore dell’Eco Center, in funzione dal 2013, è parte di un impianto moderno per il trattamento termico dei rifiuti residui.

Ha sottolineato che l’incenerimento produce circa 87 milioni di kWh di energia elettrica e 129 milioni di kWh di calore all’anno, con il calore immesso integralmente nella rete di teleriscaldamento cittadina e l’energia elettrica perlopiù nella rete nazionale.

Ha evidenziato come il valore aggiunto dell’impianto risieda nella riduzione dei rifiuti conferiti in discarica e nella fornitura di energia, chiedendo quale sia la capacità dell’impianto e il suo grado di utilizzo, quale capacità servirebbe per rifornire l’intero capoluogo, a che punto sia l’ampliamento della rete di teleriscaldamento, perché non si utilizzi biomassa (cippato) per una produzione aggiuntiva di calore e a quale prezzo venga ceduta l’energia.

L’assessore Peter Brunner ha indicato una capacità di 16,3 tonnellate l’ora e ha richiamato la capacità complessiva per l’incenerimento dei rifiuti urbani.

Ha riferito che nel 2025 sono state utilizzate 128 tonnellate di materiale per il teleriscaldamento, precisando che il termovalorizzatore non è l’unica fonte ma il pilastro fondamentale del sistema.

Ha citato uno studio dedicato, spiegando che un rifornimento totale di Bolzano non è al momento realistico, e ha elencato il numero di alloggi collegati alla rete, in costante crescita negli ultimi anni.

Ha aggiunto che il rilascio di energia termica è regolato da delibera della Giunta e che il prezzo attuale è di 13,5 euro per megawattora.

Su ulteriore richiesta di Locher, Brunner ha ricordato uno studio di fattibilità per potenziare l’uso della biomassa, la cui effettiva disponibilità va verificata.

In merito al codice di esenzione ticket “BZ6” per le vittime di violenza, Sandro Repetto (Partito Democratico) ha ricordato l’istituzione della misura con la delibera di Giunta n. 1165 del 29 dicembre 2023, che prevede l’esenzione dalla partecipazione alla spesa per prestazioni specialistiche, diagnostiche, terapeutiche, riabilitative e di follow up.

Ha segnalato possibili applicazioni mancanti o insufficienti e ha chiesto quanti codici siano stati assegnati dal 1° febbraio 2024 al 31 marzo 2026, con specifica per anno e, se disponibile, per comprensorio sanitario, quale sia stata la spesa complessiva del Servizio sanitario provinciale nei medesimi anni, quante esenzioni siano state prorogate oltre il primo anno e se siano emerse criticità nell’attuazione.

L’assessore Hubert Messner ha comunicato che, tra il 1° febbraio 2024 e il 31 marzo 2026, il codice è stato assegnato a 21 persone, per una spesa di 2.979 euro, e che nessuna persona lo ha ottenuto per più di un anno.

Ha definito la misura uno strumento importante a tutela delle vittime di violenza, evidenziando alcune criticità pratiche emerse, come fatturazione elettronica, privacy e registrazione, per le quali sono necessari ulteriori chiarimenti operativi anche a livello nazionale, in raccordo con rappresentanti al Senato.

Repetto ha osservato che la spesa risulta molto bassa e ha chiesto di poter seguire gli sviluppi per il superamento delle criticità.

Sull’assistenza ai pazienti ME/CFS in Alto Adige, Franz Ploner (Team K) ha richiamato notizie di stampa in cui si parlava del dialogo tra Ufficio antidiscriminazioni, gruppo regionale ME/CFS e Assessorato alla salute per rendere visibili le esigenze specifiche delle persone colpite e per promuovere miglioramenti, con l’elaborazione di un percorso assistenziale e linee guida per il personale sanitario.

Ha chiesto se l’Assessorato disponga di dati concreti sull’incidenza di ME/CFS, Long Covid e sindrome Post-Vac e, in caso affermativo, di trasmetterli, in caso contrario le ragioni della mancata rilevazione, come vengano codificate queste patologie (ICD-10-GM o ICD-11), quali dati siano trasmessi al Ministero della Salute, se esistano il “percorso terapeutico completo” annunciato nel 2025 e il “percorso assistenziale elaborato con linee guida” citato dagli organi di stampa, nonché i criteri utilizzati per attribuire i livelli di assistenza.

L’assessore Hubert Messner ha spiegato che per le diagnosi ambulatoriali non esiste un flusso informativo strutturato, e ciò riguarda anche ME/CFS, Long Covid e Post-Vac.

Ha indicato 2.500-3.000 diagnosi di Long Covid, con circa 300-400 pazienti in cura, e alcune decine di quadri clinici post vaccinali, citando anche i casi di ME/CFS e illustrando la procedura operativa per questi pazienti.

Ha precisato che la valutazione dell’assistenza e del sostegno non si basa solo sulla diagnosi, ma sul fabbisogno nella vita quotidiana.

Ploner ha chiesto l’invio della risposta scritta e ha posto ulteriori domande sul trattamento dei pazienti ME/CFS, patologia molto grave che talvolta richiede il ricovero, osservando che è stato detto che si tratta nei pressi del luogo di residenza, e domandando quale sia il protocollo per le persone non più in grado di uscire di casa, con riferimento anche a terapie off label.

Sulla disciplina delle attività estrattive e in particolare sulla ghiaia, Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha evidenziato che il disegno di legge provinciale n. 71/26‑XVII mira a consentire l’estrazione anche quando la valutazione ambientale è negativa, qualora sussista un interesse pubblico prevalente legato al fabbisogno territoriale o a necessità sociali o economiche.

Ha ricordato che l’estrazione rientra nell’ambito economico, che le imprese ne traggono profitto e creano lavoro e che alcune materie prime sono disponibili solo in determinati luoghi, domandando però perché si intenda indebolire anche l’ultimo ostacolo se finora la maggior parte dei progetti è stata comunque approvata.

Ha chiesto quanti progetti di estrazione di materie prime minerali siano stati approvati negli anni 2023, 2024 e 2025, i volumi in metri cubi dei progetti approvati negli stessi anni e quanti progetti siano stati respinti.

L’assessore Marco Galateo ha definito il tema centrale per la provincia, osservando che i costruttori richiedono materiale di qualità.

Ha affermato che tutti vogliono le cave ma nessuno le vuole vicino a casa, annunciando l’invio dei dati richiesti e sottolineando la necessità di decidere dove e come consentire lo sviluppo, valutando il fabbisogno complessivo per arrivare a una stima realistica e stabilire quanto materiale serve, quante cave siano autorizzabili, per quanto tempo e dove.

Rohrer ha chiesto chiarimenti sulla possibilità di ampliare le torbiere prevista nella cosiddetta omnibus, che sarebbe in contrasto con il Piano clima, e Galateo ha spiegato che esiste una sola cava che fornisce torba a molte categorie.

Ha ricordato che il Piano clima prevede un calcolo della CO2 nelle torbiere e che esistono altri studi, invocando un approccio non ideologico e pragmatico, chiarendo che l’articolo sulle torbiere non intende bypassare il Piano clima, ma consentire, ove esista una concessione e volumetria disponibili, la restituzione di una parte del territorio usato e la prosecuzione in un’altra porzione.

Sulla conciliazione tra lavoro e famiglia, Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha richiamato la manifestazione delle famiglie svoltasi a Bolzano il 16 maggio, cui ha partecipato come uno dei pochi consiglieri provinciali presenti, segnalando criticità come carenza di servizi di assistenza all’infanzia, in particolare durante le vacanze estive, lavoro di cura non retribuito, lacune pensionistiche per le madri a tempo pieno e scarsa conciliabilità tra lavoro e famiglia, richiamando anche una comparazione tra regioni italiane che collocherebbe l’Alto Adige all’ultimo posto.

Ha chiesto come la Giunta spieghi questa posizione, quali fattori determinino il calo della natalità e con quali misure intenda affrontare la crisi demografica, se esistano piani concreti per un servizio di assistenza extrafamiliare accessibile e disponibile tutto l’anno e progetti per sostenere economicamente in modo equivalente le madri che scelgono di rimanere a casa con i figli.

L’assessora Rosmarie Pamer ha replicato che l’affermazione è errata, perché l’Alto Adige si colloca al secondo posto dopo l’Emilia Romagna ed è al primo posto in alcune categorie.

Ha riconosciuto sfide legate al lavoro a tempo parziale e alle interruzioni, osservando che alcuni indicatori non riflettono le condizioni effettive in una terra caratterizzata dal lavoro stagionale, e ha definito il calo della natalità un problema europeo, con la provincia a un livello accettabile.

Wirth Anderlan ha replicato sostenendo che l’assessora non avrebbe avuto il coraggio di pubblicare lo studio e ha respinto l’accusa di scarsa serietà.

Sul corteo sikh e le armi cerimoniali, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato la sfilata del 10 maggio a Bolzano con centinaia di partecipanti, alcuni dei quali portavano pugnali ed eseguivano dimostrazioni pubbliche di combattimento rituale con la spada.

Ha osservato che le armi simboliche degli Schützen e di altre associazioni tradizionali sono soggette a controlli rigorosi, con obbligo di esami periodici sul maneggio sicuro, e che agli Schützen provenienti dal Tirolo del Nord e orientale e dalla Baviera è ancora vietato entrare in Alto Adige e in Trentino con le loro armi storiche, chiedendo quindi la base giuridica che ha consentito il porto dei pugnali e le dimostrazioni con la spada, se le autorità abbiano preventivamente autorizzato o controllato i pugnali e se i partecipanti abbiano dovuto dimostrare la capacità di maneggio sicuro.

L’assessora Ulli Mair ha risposto di non disporre ancora di tutti i dati, avendo ricevuto l’interrogazione il 28 maggio, ed è in attesa della risposta del Commissariato del Governo, che sarà inviata per iscritto.

Ha fatto riferimento alla normativa sul porto d’armi, ricordando che i motivi religiosi non giustificano il porto di oggetti atti a offendere, anche se di rito, citando una sentenza della Cassazione.

Knoll ha rilevato che gli Schützen vengono controllati con grande attenzione, mentre in altri casi si tenderebbe a chiudere un occhio.

Sui dati relativi ai bambini e alle bambine con diagnosi nelle scuole e nelle scuole dell’infanzia, Renate Holzeisen (VITA) ha chiesto quanti bambini con diagnosi frequentino ciascuna delle tre scuole dell’infanzia pubbliche, italiana, tedesca e ladina, nell’anno scolastico 2025/2026, e il numero complessivo di frequentanti.

Ha richiesto gli stessi dati per gli alunni della scuola primaria, della secondaria di primo grado e della secondaria di secondo grado dei tre gruppi linguistici, nonché quanti bambini della scuola dell’infanzia e quanti alunni della scuola pubblica abbiano una diagnosi di disturbo dello spettro autistico.

L’assessore Philipp Achammer ha citato i numeri per ciascun grado scolastico, inclusi i casi di spettro autistico, promettendo l’invio dei dati, mentre l’assessore Alfreider ha fornito i dati relativi alla scuola ladina e l’assessore Marco Galateo ha promesso la trasmissione delle tabelle con i dati della scuola italiana.

Holzeisen ha chiesto l’invio anche da parte dell’assessore Alfreider.

Sui musei in Alto Adige, Thomas Widmann (Für Südtirol mit Widmann) ha ricordato l’importanza dei musei per la formazione culturale, la tutela del patrimonio e l’attrattività turistica e la necessità di dati aggiornati per uno sviluppo mirato del panorama museale.

Ha domandato come vengano raccolti e trasmessi all’ASTAT i dati relativi alle presenze, se i singoli musei dispongano già autonomamente dei dati aggiornati per il 2025 e per i primi mesi del 2026, in che misura la Giunta possa accedere direttamente a tali dati, almeno per i musei di maggiori dimensioni, e per quali musei esistano format di visita istituzionalizzati o obbligatori nell’attività scolastica.

L’assessore Philipp Achammer ha chiarito che ogni museo ha un accesso al portale ASTAT nel quale inserisce i dati e che può richiederli in ogni momento.

Ha precisato che ciò è già avvenuto con la relazione annuale chiesta dalla Giunta, che sono possibili estrazioni interlocutorie e che non esistono visite obbligatorie, tranne che nell’ultimo anno di scuola dell’infanzia, aggiungendo che l’interesse è molto elevato.

Sull’integrazione strutturale dei programmi di sostegno linguistico e genitoriale per la prima infanzia rivolti alle famiglie con background migratorio, Harald Stauder (SVP) ha rilevato un fabbisogno chiaro e da anni presente in vari comuni dell’Alto Adige.

Ha portato l’esempio dei progetti Intermed e Brücken bauen del Centro genitori‑bambini di Lana, che dimostrano l’efficacia di approcci precoci, integrati nella quotidianità, combinati con servizi di cura dei bambini e accompagnati da mediazione culturale e linguistica.

Ha osservato che queste offerte sono perlopiù progettuali, limitate nel tempo e non garantite strutturalmente, e che le problematiche non affrontate nella prima infanzia tendono a ripresentarsi con maggior impegno successivamente, chiedendo quindi come la Giunta intenda integrare stabilmente l’acquisizione linguistica dei genitori con background migratorio nell’ambito della prima infanzia, quale struttura sarà complessivamente responsabile in futuro, come trasformare i progetti modello in strutture ordinarie e sostenibili e se sia previsto un sistema comune di monitoraggio con dati e indicatori di efficacia.

L’assessora Rosmarie Pamer ha ribadito che l’apprendimento linguistico dei genitori con background migratorio è fondamentale per l’integrazione e che l’Esecutivo intende sviluppare i servizi, garantendo e ampliando le misure consolidate.

Ha ritenuto poco efficace un’attribuzione isolata a un unico ente, preferendo un’integrazione di servizi, e ha sottolineato la necessità di una solida raccolta dati.

Stauder ha apprezzato la condivisione della diagnosi e ha chiesto aggiornamenti di medio periodo sulle misure programmate.

Sull’aumento della pensione e i requisiti di accesso, Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha ricordato che in Alto Adige 26.699 persone con più di 65 anni percepiscono meno di 1.000 euro di pensione e che 2.970 persone hanno ricevuto un’integrazione fino a 1.000 euro in base ai requisiti vigenti, evidenziando però che i beneficiari di pensione sociale non hanno ottenuto l’integrazione.

Ha ricordato l’annuncio, per il 2026, di una revisione dei requisiti in collaborazione con i sindacati, chiedendo se siano stati rivisti e con quali modifiche, quando si siano svolti gli incontri con le parti sociali e se si siano conclusi, se l’integrazione ricevuta nel 2025 sarà considerata ai fini ISEE con possibile riduzione del numero dei beneficiari nel 2026, e come la Giunta valuti gli attuali requisiti di accesso.

L’assessora Rosmarie Pamer ha riferito di un incontro con le parti sociali per confrontarsi sulla misura e valutare possibili modifiche, come l’eliminazione del tetto massimo mensile di 1.000 euro e l’introduzione di tre classi di ISEE, o un contributo aggiuntivo per chi ha versato contributi per più di 20 anni, interventi che, a determinate condizioni, potrebbero ampliare la platea.

Ha spiegato che nel primo anno i destinatari sono stati pochi anche per la combinazione del limite ISEE e del limite di 1.000 euro e che, rivedendo il secondo, la platea dovrebbe ampliarsi.

Rieder ha invitato a fornire un’informazione ampia, anche sulla necessità di presentare l’ISEE, mentre Pamer ha chiarito che la proposta è stata trasmessa all’INPS e che, per quanto riguarda l’assegno sociale, si attende la risposta del Consiglio dei Ministri.

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