Di Luca Franceschi
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Il senatore Gianni Berrino, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Giustizia del Senato, esprime la sua piena vicinanza al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, definendola bersaglio di una campagna diffamatoria orchestrata intenzionalmente da certa stampa e da trasmissioni come Report. Secondo Berrino, questi organi informativi hanno perso di vista il confine tra informazione e propaganda.
Berrino ritiene francamente inaccettabile che si arrivi ad accusare il Presidente del Consiglio sulla base di un semplice selfie, nel tentativo goffo di suggerire inesistenti connessioni con ambienti criminali. A suo parere, questo approccio assomiglia più al fango mediatico che al giornalismo responsabile e rigoroso.
Il senatore sottolinea come sia ancora più grave il ruolo svolto da testate come Il Fatto Quotidiano, impegnate sistematicamente a delegittimare il governo e il suo Presidente, forzando la realtà secondo una narrazione ideologica e distorta al fine di colpire l’avversario politico.
Berrino ricorda chi ha davvero assunto posizioni ambigue nel corso degli anni: coloro che chiedevano l’abolizione del 41bis e coloro che si sono recati a visitare Alfredo Cospito non siedono tra i banchi della maggioranza. Tali fatti rimangono evidenti, anche se qualcuno vorrebbe farli dimenticare.
Il capogruppo evidenzia come i risultati del governo Meloni nella lotta alla mafia siano concreti e incontestabili: arresti di rilievo, a partire da quello di Matteo Messina Denaro, e una pressione costante su ndrangheta e camorra dimostrano un’azione forte e decisa dello Stato.
Berrino chiede la fine di queste operazioni di disinformazione e dei tentativi di infangare le istituzioni per vantaggi politici. Mentre alcuni continuano a costruire polemiche artificiali, sottolinea, l’Italia procede con serietà e credibilità, mantenendo solida e rispettata l’immagine del Presidente del Consiglio in Europa e nel mondo.
