Di Luca Franceschi
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La senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni, componente della Commissione bicamerale infanzia e adolescenza, ha espresso forti critiche nei confronti della decisione del Tribunale per i minorenni di Venezia di sottoporre alla Corte Costituzionale la questione relativa alle adozioni per le coppie omosessuali. Secondo Mennuni, tale atto rappresenta una “forzatura politica e giuridica preoccupante” che non dovrebbe verificarsi.
Nel suo intervento, la senatrice ha inoltre denunciato quella che a suo parere è una contraddittoria linea di condotta da parte di alcuni magistrati. Ha segnalato come vi siano giudici che provvedono a separare i genitori dai loro figli nei casi in cui vivono in mezzo alla natura, lasciandoli successivamente sempre più isolati nelle case famiglia, pur ricorrendo a motivazioni differenti in altri ambiti decisionali.
Mennuni ha sottolineato il contrasto fra queste scelte e la disponibilità dimostrata da parte della magistratura ad approvare le adozioni da parte di famiglie composte da due genitori dello stesso sesso. Secondo la sua prospettiva, questa rappresenterebbe un’incoerenza nel sistema decisionale giudiziario.
La senatrice ha concluso ribadendo un principio fondamentale secondo il quale la responsabilità di legiferare deve rimanere nelle mani del Parlamento, e non può essere delegata a quella che definisce come “una parte minoritaria politicizzata della magistratura” che agisce secondo propri orientamenti.
