Di Luca Franceschi
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Il senatore Michele Barcaiuolo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Esteri e Difesa, denuncia come fatto di gravissima entità l’utilizzo di un contenuto manipolato tramite intelligenza artificiale ai danni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Secondo Barcaiuolo, tale azione rappresenta una modalità ricorrente di fare politica sistematicamente adottata dal Movimento 5 Stelle, che esula dalla normale dialettica politica per configurarsi come diffusione deliberata di un’immagine artificialmente alterata.
L’accaduto assume ancora maggior rilievo considerando il momento delicato dei rapporti internazionali in cui si verifica. La diffusione di contenuti falsificati risulta potenzialmente idonea a indurre in inganno e ad alimentare disinformazione, comportamenti che il legislatore ha inteso sanzionare con l’articolo 612-quater del Codice penale, il quale punisce appunto la diffusione non consensuale di immagini, video o voci falsificati o alterati mediante sistemi di intelligenza artificiale.
Benché spetti alla magistratura valutare ogni aspetto giuridico della questione, Barcaiuolo sottolinea come la gravità dell’episodio sia evidente anche sul piano politico e istituzionale. Particolarmente preoccupante è il fatto che l’accaduto coinvolga Marco Pellegrini, esponente del Movimento 5 Stelle che ricopre un incarico presso il Copasir, l’organismo parlamentare cui incombe il compito di occuparsi anche di minacce ibride e sicurezza nazionale.
Chi riveste simili responsabilità dovrebbe essere impegnato nel contrastare la manipolazione informativa, non nel legittimarla attraverso la propaganda politica. Per questa ragione, Barcaiuolo reputa che la permanenza di Pellegrini all’interno del Copasir sia politicamente incompatibile con il ruolo che è chiamato a svolgere.
Chi partecipa ai lavori dell’organismo parlamentare deputato a vigilare sui servizi di informazione e sicurezza deve garantire equilibrio, senso delle istituzioni e piena consapevolezza dei rischi connessi alla disinformazione e alla manipolazione digitale. Se l’intento è quello di difendere seriamente le istituzioni dalle campagne di disinformazione e dalla guerra ibrida, non è possibile tollerare doppi standard.
Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, il Movimento 5 Stelle deve trarre le conseguenze politiche di quanto accaduto e mostrare dignità istituzionale chiedendo un passo indietro al proprio rappresentante. L’episodio rispecchia pienamente il modo di fare opposizione del movimento giallorosso, preferendo ricorrere alla manipolazione, alla disinformazione e alla delegittimazione personale piuttosto che confrontarsi nel merito delle scelte del Governo.
Barcaiuolo conclude sottolineando il carattere paradossale della situazione: coloro che per anni hanno fatto della lotta alle fake news una bandiera oggi finiscono per utilizzare strumenti che alterano deliberatamente la realtà. Il vero servilismo non è quello che il Movimento 5 Stelle tenta di attribuire a Giorgia Meloni, bensì quello di chi sacrifica il rispetto delle istituzioni e della verità pur di inseguire una polemica politica di breve respiro.
