Di Luca Franceschi
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Una sentenza della Corte dei Conti ha condannato i vertici dell’Estar, l’ente della sanità toscana, per il danno erariale causato dall’acquisto di test diagnostici durante l’emergenza Covid. La vicenda riguarda l’acquisizione di 20mila kit Isopollo, prodotti in Corea e commercializzati da una società svizzera, nel marzo 2020.
I test furono acquistati a un costo di 27 euro l’uno, un prezzo triplo rispetto ai 10 euro del test Arrow normalmente utilizzato e disponibile in quel momento. I dirigenti dell’ente sanitario erano a conoscenza delle criticità del prodotto: i kit avevano una scadenza di soli sei mesi, anziché i dodici promessi nel campione iniziale, e risultarono in seguito inutilizzabili. Malgrado queste problematiche note, decisero comunque di procurare i test, che rimasero stoccati nei magazzini e successivamente distribuiti ai laboratori pubblici toscani senza che questi li avessero richiesti.
La Corte dei Conti ha riconosciuto nella sentenza una “non conformità grave” del prodotto acquistato. Paolo Marcheschi, senatore di Fratelli d’Italia, ha dichiarato che il pronunciamento giudiziario conferma le denunce che il suo partito aveva formulato negli anni precedenti attraverso ricerche, controlli, interrogazioni ed esposti.
Marcheschi ha sottolineato come il lavoro svolto da Fratelli d’Italia era volto a illuminare un approccio sbagliato, improvvisato e superficiale nella gestione dell’emergenza sanitaria. La condanna rappresenta quindi una conferma della correttezza delle critiche mosse al comportamento dei vertici dell’Estar, critiche che l’opposizione di sinistra aveva cercato di delegittimare come semplice propaganda. Il partito esprime soddisfazione per una sentenza che dimostra come le azioni intraprese fossero effettivamente finalizzate a tutelare la salute dei toscani e a proteggere le risorse pubbliche regionali.
