Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle non manifesta alcuna sorpresa per l’attenzione investigativa che la procura ha rivolto alla vendita dello stadio di San Siro da parte del Comune di Milano a Inter e Milan. La senatrice milanese Elena Sironi ha sottolineato come il movimento politico avesse già anticipato le criticità di questa operazione.
Secondo le dichiarazioni del M5S, l’operazione non ha mai rappresentato una procedura di vendita trasparente al miglior offerente, ma piuttosto un percorso controllato e orientato verso una svendita a favore dei due club milanesi. L’approccio adottato viene definito spregiudicato e caratterizzato da scarsa trasparenza.
Il movimento precisa di non voler interferire con il lavoro della magistratura, riconoscendo la competenza degli inquirenti e ribadendo il principio della presunzione di innocenza. Tuttavia, qualora le evidenze raccolte dalla Procura trovassero conferma, si configurerebbe una situazione di estrema gravità.
Dal punto di vista progettuale, il Movimento 5 Stelle ha sempre manifestato una posizione contraria all’iniziativa. La demolizione dell’impianto sportivo e la conseguente trasformazione urbanistica del quartiere di San Siro secondo una logica di cementificazione comporterebbe significativi impatti negativi per i cittadini sotto il profilo economico, sociale e ambientale.
Particolare preoccupazione viene espressa riguardo alle possibili manovre messe in atto per aggirare il vincolo culturale che protegge la struttura. Il sospetto è che l’amministrazione comunale abbia operato forzature procedurali a diversi livelli per superare questo ostacolo normativo.
La conclusione politica del M5S evidenzia come Milano necessiti urgentemente di un rinnovamento basato su trasparenza, legalità e rispetto rigoroso delle procedure. L’atteggiamento di resistenza alle regole viene identificato come un elemento dannoso per l’intera comunità cittadina.
