Di Luca Franceschi
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La Corte d’Appello di Firenze ha disposto il diniego dell’estradizione nei confronti di un cittadino pakistano destinatario di un mandato di arresto europeo. L’uomo vanta un curriculum giudiziario particolarmente pesante: precedenti penali per traffico di sostanze stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, nonché reati di violenza sessuale in forma sia concorrente che di gruppo.
La motivazione addotta dai magistrati della Corte fiorentina si fonda su considerazioni relative alle condizioni detentive che l’interessato avrebbe dovuto affrontare nel sistema carcerario greco, ritenute insufficienti sotto il profilo delle garanzie costituzionali. La conseguenza pratica della decisione è che l’individuo, entrato illegalmente sul territorio italiano, rimane attualmente in libertà all’interno dei confini nazionali.
La pronuncia dei giudici fiorentini ha suscitato perplessità significative. In particolare, la senatrice Susanna Donatella Campione di Fratelli d’Italia, membro della commissione parlamentare sul Femminicidio, ha commentato criticamente la vicenda. Campione ha sottolineato come il caso rappresenti un elemento sconcertante, specialmente considerando il silenzio mantenuto da ambienti femministi su questioni di questa natura. La senatrice ha inoltre ribadito l’urgenza di procedere con una riforma complessiva dell’apparato giudiziario italiano, ritenuta ormai non ulteriormente rinviabile.
