Di Luca Franceschi
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Un’operazione della Guardia di Finanza a Treviso ha smantellato un’importante rete di frode fiscale, portando alla luce un giro di fatture false per un ammontare di 83 milioni di euro. L’inchiesta ha consentito di identificare ben 35 aziende fantasma operanti nel settore della produzione di occhiali e montature, gestite da imprenditori cinesi. Secondo quanto riferito, questa colossale truffa metteva in seria difficoltà i commercianti, gli artigiani e le piccole e medie imprese italiane oneste, che continuano a versare regolarmente le tasse e si trovano a competere con realtà che praticano prezzi stracciati poiché non versano alcun contributo al fisco.
L’intervento delle autorità rappresenta il risultato concreto dell’attuazione della norma contro le partite IVA “apri e chiudi”, voluta e promossa da Fratelli d’Italia. Secondo il commento sulla vicenda, per molti anni il precedente indirizzo politico avrebbe tollerato il fenomeno delle società che venivano aperte, accumulavano debiti tributari senza corrispondere le tasse dovute, per poi chiudersi e riaprirsi con denominazione diversa il giorno successivo, permettendo ai gestori di sparire nel nulla.
Con l’introduzione della nuova normativa, la situazione avrebbe registrato un cambio di rotta. L’azione del governo si orienta verso il massimo sostegno riservato ai lavoratori e alle imprese oneste che affrontano difficoltà reali, abbinato a un atteggiamento di tolleranza zero nei confronti di coloro che praticano sistematicamente truffe e saccheggi economici, alterando in tal modo l’equilibrio dell’economia nazionale.
