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FDI – FRATELLI D’ITALIA * SENATO: «FISCO, CALANDRINI (FDI): “LA SINISTRA RACCONTA LA FAVOLA DI UN GOVERNO CHE AUMENTA LE TASSE MA LA REALTÀ RIVELA UN PAESE CHE HA RIMESSO AL CENTRO IL LAVORO”»

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10.15 - martedì 19 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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Il governo Meloni risponde alle critiche della sinistra sulla politica fiscale, secondo quanto dichiara il senatore Nicola Calandrini, presidente della 5ª Commissione Bilancio e programmazione economica. L’esecutivo sostiene di aver messo al centro del proprio programma il lavoro, le imprese e le famiglie, rigettando l’accusa di aumentare il carico tributario sui cittadini.

Secondo Calandrini, la sinistra utilizza in modo strumentale i dati relativi all’aumento del gettito fiscale, ignorando volontariamente che tale incremento è conseguenza diretta di una maggiore occupazione e di maggiori redditi generati dalle politiche economiche governative. L’aumento delle entrate tributarie sarebbe dunque il risultato naturale di più persone che lavorano e di una economia più dinamica, piuttosto che il frutto di maggiori imposizioni fiscali.

A partire da ottobre 2022, il governo ha implementato una delle più significative riduzioni fiscali degli ultimi decenni. L’accorpamento dei primi due scaglioni Irpef ha abbassato l’aliquota dal 25% al 23% per i redditi fino a 28 mila euro, con effetti positivi concreti per milioni di lavoratori dipendenti. Contemporaneamente è stato potenziato il taglio del cuneo fiscale per i redditi fino a 40 mila euro, aumentando l’importo netto percepito in busta paga.

Per i contribuenti con redditi fino a 32 mila euro è stata introdotta una detrazione fissa di 1.000 euro, progressivamente ridotta fino alla soglia dei 40 mila euro. Il governo ha inoltre lanciato l’iniziativa “più assumi meno paghi”, che consente una deduzione del costo del lavoro del 120% e fino al 130% per le categorie considerate svantaggiate.

In ambito occupazionale, sono stati previsti esoneri contributivi totali o parziali fino a 8 mila euro per le assunzioni di giovani under 35, donne disoccupate e lavoratori provenienti dal Mezzogiorno. Sul fronte delle imprese, la tassazione sugli utili reinvestiti è stata ridotta dal 24% al 20%. Per autonomi e partite Iva la soglia di fatturato per accedere al regime forfettario è stata innalzata a 85 mila euro.

In campo sociale, l’esecutivo ha aumentato il bonus mamme da 40 a 60 euro mensili per le lavoratrici con almeno due figli e indicatore Isee fino a 40 mila euro. È stato inoltre introdotto l’esonero contributivo totale per le lavoratrici con tre o più figli e rafforzate le misure relative al congedo parentale.

Secondo Calandrini, questi provvedimenti dimostrano come il governo stia restituendo risorse a chi produce, lavora e genera occupazione, piuttosto che aumentare la pressione fiscale. La differenza fondamentale rispetto agli approcci precedenti consisterebbe nel fatto che l’attuale amministrazione sostiene l’economia reale, mentre la sinistra avrebbe difeso una stagione caratterizzata da bonus redistributivi senza effetti sulla crescita economica.

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