Di Luca Franceschi
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Nel giorno in cui partono le audizioni alla Camera sul Piano Casa, arrivano dure critiche dal Movimento 5 Stelle. Il vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera Agostino Santillo definisce “oltremodo bugiardo” il messaggio inviato dalla premier Giorgia Meloni a Confedilizia.
Secondo Santillo, la presidente del Consiglio continua a ripetere quella che definisce “la panzana dei 100 mila alloggi in dieci anni”, un imbroglio che nascerebbe da un altro inganno ancora più grande: quello dei dieci miliardi in dieci anni. Un inganno finanziario di una sfacciataggine mai vista, smascherato con precisione chirurgica dall’Anci durante le audizioni di oggi.
Allo stato attuale, spiega il parlamentare pentastellato, ci sono 970 milioni spalmati da qui al 2030. Per il 2026 sono disponibili appena 116 milioni, una somma che Santillo definisce irrisoria per consegnare chiavi in mano i 60 mila alloggi popolari promessi per maggio 2027 da Meloni e Salvini.
Dalle audizioni emerge inoltre che nelle varie città esistono discrepanze abnormi sul costo delle ristrutturazioni, che in taluni casi arrivano a 1500 euro al metro quadro. Gli stanziamenti del governo vengono quindi considerati una presa in giro.
La leader di Fratelli d’Italia, prosegue Santillo, dichiara di voler aiutare i proprietari di casa ma anche chi una casa non ce l’ha. Se fosse vero, avrebbe rifinanziato il fondo per il sostegno all’affitto e quello per i morosi incolpevoli, svuotati di 1,5 miliardi in questi anni dal suo governo. Di sostegni per chi non ha soldi per una casa in questo piano non ci sarebbe traccia.
In compenso, secondo l’esponente M5S, ci sono le solite deregulation urbanistiche per privati e speculatori che andranno in soccorso del governo: aumenti di volumetrie, scia al posto del permesso a costruire come nel Salva-Milano, maniche larghe sul fronte amministrativo e altri favori.
Santillo conclude affermando che è ora di finirla di raccontare bugie agli italiani, definendo questo piano una presa in giro e l’ennesima di un governo ormai al capolinea.
