Di Luca Franceschi
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È bastata la semplice notizia, ancora non confermata ufficialmente, di un possibile incontro tra il Presidente del Senato Ignazio La Russa e i genitori dei bambini della famiglia nel bosco, per scatenare reazioni di allarme tra numerosi esponenti del cosiddetto campo largo. Molti di loro hanno interpretato questa comunicazione come un segnale a sostegno del Sì nel prossimo referendum.
L’appuntamento, che si terrà regolarmente mercoledì 25 dopo la conclusione della consultazione referendaria, era stato mantenuto riservato dalle parti coinvolte. Tuttavia, la volontà di aderire incondizionatamente a qualsiasi provvedimento dell’autorità giudiziaria ha spinto la sinistra a reagire con preoccupazione, temendo che la complessa vicenda dei minori separati dai genitori potesse tornare al centro dell’attenzione mediatica e dell’agenda politica.
Ciò che sorprende è la vivacità della reazione considerando che nessuno aveva annunciato pubblicamente l’incontro, né tanto meno lo aveva utilizzato per fini politici. Secondo Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, tale atteggiamento rivela molto sulla posizione dei sostenitori del No nel referendum.
Malan sottolinea inoltre che i critici non hanno espresso alcuna considerazione riguardo a quello che definisce come “indegno ostruzionismo” attuato nei confronti del Garante dell’Infanzia, il quale ha semplicemente esercitato le proprie prerogative istituzionali e adempiuto ai propri doveri formali.
