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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «CULTURA, ALOISIO (M5S): CASTA MELONI METTE MANI SU MUSEI»

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18.40 - lunedì 16 marzo 2026

Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Vincenza Aloisio denuncia quella che definisce una strategia di occupazione delle istituzioni culturali da parte del governo Meloni. Secondo la parlamentare, si starebbe assistendo a un vero e proprio assalto alla cultura italiana attraverso nomine mirate in musei e istituzioni di prestigio nazionale.

L’offensiva riguarderebbe i principali luoghi della cultura del Paese, dalla Galleria dell’Accademia di Firenze al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dalla Reggia di Caserta alla Pinacoteca di Brera. La crescente politicizzazione della cultura italiana sarebbe ormai entrata nella sua fase più concreta, con l’inserimento di figure legate al partito di governo o considerate vicine all’esecutivo ai vertici di importanti istituzioni culturali e museali.

Aloisio parla di una “mera azione di occupazione delle poltrone” che solleva interrogativi sulla legittimità e sull’opportunità di tali nomine. La pratica seguirebbe un modello simile a quello che, secondo la senatrice, si starebbe verificando anche per la magistratura, rivelando una volontà di controllo e blindatura della cultura attraverso l’assegnazione di ruoli chiave a persone vicine al governo.

Gli esempi citati dalla parlamentare spaziano da nord a sud del Paese. Nel consiglio di amministrazione della Galleria dell’Accademia di Firenze, su indicazione del Ministero della Cultura, sarebbe stato nominato Andrea Fossi di Fratelli d’Italia, candidato non eletto alle elezioni. Il ministro Giuli avrebbe inoltre designato la sua segretaria, Elena Proietti Trotti, come consigliera dei musei e parchi archeologici di Capri, nonostante anche lei non sia stata eletta.

Secondo la senatrice M5S, queste nomine vengono presentate dal governo come rinnovamenti necessari, ma rappresenterebbero in realtà tentativi di legittimazione politica. La cultura starebbe diventando uno strumento di lottizzazione, in un gioco di potere che contrappone il popolo alle élite, riducendo la gestione culturale a una questione di mera appartenenza politica.

Aloisio sottolinea l’importanza che le istituzioni culturali rimangano lontane dalle ingerenze politiche, permettendo a professionisti competenti di operare in piena autonomia. Il governo, dedicandosi unicamente a piazzare pedine in posizioni strategiche, dimostrerebbe ancora una volta di non avere una vera visione per il patrimonio culturale del Paese.

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