Di Luca Franceschi
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Il governo Meloni ha affrontato la questione dei rincari energetici con uno spirito costruttivo e una credibilità riconosciuta, operando con dedizione e senza illudere i cittadini di possedere soluzioni miracolose. Un approccio diverso rispetto a quello riscontrato in alcuni esponenti dell’opposizione, dove manca peraltro una visione unitaria nonostante il ruolo istituzionale ricoperto.
Attraverso il dialogo e il confronto franco, l’esecutivo è riuscito a ottenere 14 miliardi di euro dalle istituzioni europee, risorse destinate a contenere l’aumento dei costi dell’energia. Sebbene gli incrementi tariffari si siano comunque verificati, l’intervento governativo ha permesso di limitarne l’impatto sui consumatori.
Questo risultato è stato conseguito in un contesto caratterizzato da fattori economici avversi, generati dai conflitti in corso in Ucraina e nel Medio Oriente, che hanno inciso sulla stabilità dei mercati energetici internazionali.
L’obiettivo dell’amministrazione resta quello di rimettere in ordine i conti delle famiglie italiane e, dove possibile, anche quelli dello Stato. In questa direzione si muove il voto convintamente favorevole al provvedimento in discussione, come dichiarato in aula dalla vicepresidente di Fratelli d’Italia in Senato, Antonella Zedda.
