(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Grazie a Fratelli d’Italia, l’oro della Banca d’Italia è ufficialmente del popolo italiano. Con l’approvazione dell’emendamento alla Legge di Bilancio, Fratelli d’Italia ha ottenuto un risultato storico: sancire per legge che le riserve auree detenute dalla Banca d’Italia appartengono al popolo italiano.
Un principio di buon senso, che rafforza la tutela del patrimonio nazionale e mette fine a decenni di ambiguità.
L’Italia è tra i primi tre Paesi al mondo per quantità di oro custodito dalla propria banca centrale. Parliamo di oltre 2.400 tonnellate, per un valore stimato di 280 miliardi di euro.
Una ricchezza accumulata nel tempo, difesa anche dopo la Seconda guerra mondiale, e oggi finalmente protetta da ogni rischio di speculazione o rivendicazione impropria.
L’emendamento non modifica le funzioni della Banca d’Italia, né viola i trattati europei. Al contrario, si allinea a quanto già previsto in altri grandi Paesi come Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Giappone, dove la proprietà delle riserve è chiaramente attribuita allo Stato.
Fratelli d’Italia ha portato avanti questa battaglia con coerenza: dal 2014 con Giorgia Meloni, nel 2019 con la mozione Fazzolari, e oggi con un provvedimento che mette nero su bianco ciò che dovrebbe essere ovvio.
L’oro italiano non è di soggetti privati, non è di gruppi esteri, non è di chi lo gestisce: è del popolo italiano. E da oggi, lo dice anche la legge”.
Lo dichiara il vice responsabile nazionale del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia, Lino Ricchiuti.
