Di Luca Franceschi
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La scuola rappresenta uno spazio dedicato all’educazione e non deve trasformarsi in un luogo dove si conduce attività politica. Secondo quanto sostenuto dalla senatrice di Fratelli d’Italia Francesca Tubetti, segretario della commissione Finanze in Senato, gli insegnanti che hanno commesso reati violenti contro l’ordine pubblico devono rispondere delle loro azioni. Tubetti si riferisce a questi soggetti come “cattivi maestri” e sostiene fermamente che debbano essere allontanati dall’insegnamento.
La senatrice ha accolto positivamente l’approvazione del suo ordine del giorno, inserito nel decreto legge sulla Sicurezza. Il provvedimento prevede l’avvio di una valutazione circa la possibile incompatibilità di questi soggetti a esercitare le loro funzioni, l’attivazione di un procedimento disciplinare e, nei casi più gravi, la destituzione dall’esercizio della professione docente.
Nel suo intervento, Tubetti ha citato esempi specifici, riferendosi a personalità che, a suo dire, hanno transizioni da centri sociali verso organizzazioni non governative. Secondo la senatrice, questi individui operano come educatori durante il giorno mentre svolgono attività di agitazione politica durante le serate, e per questo motivo non dovrebbero avere accesso alle scuole dove insegnare ai giovani italiani.
L’ordine del giorno ha aperto una discussione più ampia su un principio fondamentale: coloro che commettono atti di vandalismo durante manifestazioni, come la rottura di vetrine, non possono essere considerati idonei a ricoprire ruoli educativi. Tubetti ha inoltre richiamato una sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato la legittimità della destituzione di una docente condannata in via definitiva per associazione mafiosa, evidenziando come la condotta criminale risulti incompatibile con i doveri di chi esercita funzioni pubbliche nel settore dell’educazione.
La posizione della senatrice si fonda sulla convinzione che i giovani studenti debbano essere tutelati prioritariamente da chiunque compia reati gravi, e che la rimozione di insegnanti che si macchiano di azioni criminali rappresenti una misura giusta e necessaria per preservare l’integrità dell’ambiente scolastico.
