Di Luca Franceschi
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Secondo il senatore di Fratelli d’Italia Filippo Melchiorre, vicepresidente della commissione Finanze a Palazzo Madama, le opposizioni non sarebbero abituate a interventi strutturali, continui e duraturi come quelli messi in campo dal Governo, capaci di tutelare davvero famiglie e imprese nel tempo. Il parlamentare sottolinea che i cittadini italiani stanno ancora pagando il conto di alcune scelte del passato, come il Superbonus, mentre evidenzia un dato particolarmente significativo: l’instabilità politica è costata all’Italia, secondo stime riportate da Il Sole 24 Ore, circa 265 miliardi di euro nell’arco di dieci anni.
Negli ultimi quasi quattro anni, però, il percorso sarebbe stato opposto: lo spread è passato da circa 232 punti base a poco più di 70 punti. Un risultato che, secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, comporterà un risparmio stimato di circa 17 miliardi di euro sui costi del debito nell’arco di cinque anni. All’interno di questa cornice si colloca il decreto fiscale approvato, definito come un provvedimento concreto che continua il percorso di riduzione della pressione fiscale, di sostegno alle imprese e di rafforzamento della competitività del sistema produttivo italiano.
Il decreto prevede la compensazione dei pagamenti della pubblica amministrazione ai professionisti, norme in favore delle agenzie di viaggio, 50 milioni per favorire l’accesso al credito delle imprese artigiane, l’estensione della rottamazione quinquies ai carichi degli enti territoriali, oltre a importanti misure per il personale scolastico. Nel complesso, si tratta di un sostegno al sistema produttivo in una fase complessa dell’economia.
Con la riforma dell’IRPEF e il taglio del cuneo fiscale, il Governo ha restituito agli italiani circa 21 miliardi di euro l’anno. Secondo Melchiorre, si tratta di risorse che non vengono trattenute dallo Stato, ma che rimangono nelle tasche di lavoratori, famiglie, pensionati e ceto medio produttivo. A testimonianza dell’efficacia di queste politiche, il senatore ricorda che l’Italia registra il numero più alto di occupati della sua storia e che nel 2025 ha raggiunto il minimo storico di persone a rischio povertà o esclusione sociale.
Questi risultati, conclude Melchiorre, dimostrano una verità semplice: quando si riduce il peso fiscale sul lavoro, si crea occupazione. Quando si sostiene chi produce, l’economia riparte.
