Di Luca Franceschi
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Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, sostiene che Andrea Delmastro ha agito correttamente decidendo di ricorrere in Cassazione contro la condanna ricevuta in Appello. Secondo Malan, l’ex viceministro ha compiuto esclusivamente il suo dovere istituzionale nel difendere il regime del 41bis, la misura detentiva di massima sicurezza destinata a mafiosi e terroristi.
Malan sottolinea che nel corso del procedimento giudiziario due diverse Procure hanno riconosciuto in quattro occasioni la non colpevolezza del comportamento di Delmastro. Inoltre, il Procuratore della Repubblica in Appello aveva espresso chiaramente la richiesta di assoluzione sulla base dell’assenza di reato contestato.
Il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia definisce il caso come un possibile esempio di accanimento giudiziario, evidenziando il contrasto tra la sentenza emessa e il parere delle stesse Procure che avevano condotto le indagini.
Fratelli d’Italia, prosegue la dichiarazione, continuerà a difendere con convinzione il regime speciale di detenzione per i detenuti considerati socialmente pericolosi. Nel contesto della vicenda, Malan rievoca inoltre come una parte della sinistra fosse stata affascinata da Cospito e dalla sua battaglia volta a indebolire il 41bis.
