Di Luca Franceschi
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Secondo il senatore Paolo Marcheschi, coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia del Dipartimento Sport, la ricerca di un nuovo presidente della Federcalcio deve partire da presupposti completamente differenti rispetto al passato. Non si tratta semplicemente di trovare una figura in grado di raccogliere consensi generali, bensì di individuare una personalità capace di affrontare chi ha mantenuto il calcio italiano bloccato nelle logiche degli anni Novanta. La ricerca ossessiva del consenso a tutti i costi, tipica delle attuali “elezioni-fotocopia”, rappresenta oggi non un valore ma un danno concreto per il sistema.
Marcheschi sottolinea che non serve una figura di rappresentanza istituzionale, limitata a mediare tra i piccoli egoismi delle singole componenti per rimanere a galla. Il calcio ha bisogno di una vera leadership operativa, capace di porre fine all’immobilismo che caratterizza il settore. Sebbene la democrazia sia fondamentale, quando si trasforma in una palude che impedisce di agire mentre il settore attraversa una grave crisi, cessa di essere democrazia e diventa burocrazia conservativa.
Il senatore evidenzia come il calcio costituisca un’industria che non può permettersi di attendere i lunghi tempi delle procedure burocratiche romane, le riforme annunciate ma mai realizzabili e i veti incrociati tra le varie componenti. Gli egoismi settoriali continuano a provocare il declino del sistema, con conseguenze economiche gravi non solo per il calcio ma per l’intera economia italiana.
L’assunzione di responsabilità da parte della politica nel riformare il calcio rappresenta una delle principali accuse che il settore ha mosso ai palazzi del potere. Con grande soddisfazione, durante i lavori della Commissione 7° del Senato si è registrata una sintonia trasversale tra i diversi schieramenti, sintonia che si tradurrà a breve in iniziative parlamentari urgenti a sostegno della riforma del calcio. Rispettando l’autonomia dello Sport, la politica questa volta non rimarrà a guardare dall’esterno.
