Di Luca Franceschi
///
Le frasi pronunciate da Natoli e Scarpinato nei confronti dei familiari di Paolo Borsellino, portate alla luce da un’indagine del quotidiano Il Tempo, rappresentano uno strappo nel velo di ipocrisia e di doppio standard che caratterizza l’atteggiamento del Movimento 5 Stelle sulla questione mafiosa. Secondo quanto denunciato, il senatore Scarpinato avrebbe organizzato preventivamente l’audizione di Natoli, indagato per depistaggio, dinanzi alla Commissione Antimafia. Le dichiarazioni riferite tra i due riguardanti i figli e la moglie di Borsellino, caratterizzate da epiteti inaccettabili, meritano la piena solidarietà verso i familiari interessati.
Il procuratore di Caltanissetta, nel corso della sua ultima deposizione, ha esplicitamente dichiarato che tutti gli atti redatti da Natoli relativi all’archiviazione del dossier mafia appalti sono stati sottoscritti congiuntamente da Scarpinato. Di fronte a tali accertamenti, risulta egualmente grave che il senatore esponente del Movimento 5 Stelle non rassegni le dimissioni dalla carica di commissario per sottoporsi a interrogatorio in sede di commissione antimafia su questo filone di indagine.
L’evidenza dei fatti suggerisce che si tratti del più significativo episodio di depistaggio nell’ambito della lotta alla criminalità organizzata e che abbia concorso a determinare le circostanze della morte del giudice Borsellino. L’assordante silenzi del Movimento 5 Stelle su questioni così rilevanti testimonia come per tale forza politica risulti prioritario mantenere un’apparenza di purezza rispetto alla necessità di fare piena luce sulle stragi mafiose del 1992.
