Di Luca Franceschi
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Secondo il senatore Raoul Russo di Fratelli d’Italia, componente della Commissione bicamerale Antimafia, l’audizione del giudice De Luca in Commissione aveva chiarito in modo inequivocabile come l’inchiesta mafia-appalti rappresentasse una delle concause che avevano condotto al decesso di Paolo Borsellino. Dalla testimonianza erano inoltre emerse responsabilità significative all’interno della Procura, riferite a chi aveva colpevolmente minimizzato questo filone investigativo.
Ancora più preoccupante appare, secondo Russo, la circostanza che il giudice Scarpinato e il giudice Natoli abbiano deliberatamente coordinato i loro sforzi al fine di armonizzare la loro deposizione dinanzi alla Commissione Antimafia, supportando così posizioni a loro favorevoli.
Il senatore ha sottolineato quanto risulti spiacevole il comportamento di magistrati che partecipano attivamente ai lavori della Commissione Antimafia e che asseriscono di aver goduto dell’amicizia di Paolo Borsellino, i quali tuttavia si rivolgono con toni offensivi verso la moglie e i figli del magistrato assassinato. Le intercettazioni ambientali documenterebbero atteggiamenti caratterizzati da una insensibilità e un cinismo straordinario.
Russo ha quindi espresso la propria solidarietà ai familiari di Paolo Borsellino, evidenziando come sarebbe opportuno che Scarpinato si dimettesse dalla Commissione antimafia considerato quanto emerso dalla vicenda.
La Commissione, ha concluso, presenterà una relazione su questi sviluppi in cui sarà dimostrato come il lavoro svolto sino a oggi non sia stato condizionato politicamente, bensì rappresenti il risultato di un’indagine imparziale volta a ricostruire la verità storica su questi eventi tragici, differentemente da quanto supportato dalle teorie precostituite seguite precedentemente.
