(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“La scelta dell’Italia, condivisa con la Francia e con altri Paesi europei, di non procedere alla firma dell’accordo UE-Mercosur senza adeguate garanzie per il settore agricolo è una scelta di buon senso e di responsabilità.
Non si può chiedere agli agricoltori europei di rispettare regole sempre più stringenti – ambientali, sanitarie, sociali – e poi aprire il mercato a produzioni che non rispettano gli stessi standard.
Questa non è concorrenza, è penalizzazione.
La presenza degli agricoltori a Bruxelles è un segnale che l’Europa non può più ignorare.
Sono al fianco degli agricoltori italiani e, in particolare, di quelli bresciani presenti in queste ore a Bruxelles, che con serietà e determinazione stanno facendo sentire la loro voce.
Difendere l’agricoltura significa difendere sovranità alimentare, lavoro, presidio del territorio e sicurezza del cibo.
Per questo è giusto prendersi il tempo necessario, anche qualche settimana in più, per chiudere un accordo che non lasci indietro nessuno.
Preoccupa inoltre l’ipotesi di tagliare le risorse della PAC o di confluirle in un fondo unico, proprio mentre si parla di transizioni e di autonomia strategica.
Senza agricoltura non c’è autonomia, e senza risorse non c’è agricoltura.
Il Governo Meloni ha indicato una linea chiara: nessuna firma affrettata e nessun sacrificio del settore primario.
Ringrazio le associazioni di categoria per aver promosso questa mobilitazione e su questa linea continueremo a batterci, in Italia e in Europa, insieme agli agricoltori”.
Lo dichiara Cristina Almici, deputato di Fratelli d’Italia.
