(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Continuano a pesare gravi nefandezze a carico dell’allora governo Conte II nella gestione della pandemia di Covid: la carenza di controlli dei dispositivi sanitari importati e l’eccessiva disinvoltura nella spesa di denaro pubblico.
Nel corso dell’esame testimoniale in commissione Covid, Raffaele De Col, già dirigente del Dipartimento della Protezione civile, ha spiegato che la Provincia di Trento, di cui lui è direttore generale, pagava la merce stoccata per far fronte all’emergenza sanitaria soltanto dopo aver effettuato i necessari controlli sulla qualità del materiale, ad esempio sulle mascherine che poi finivano anche negli ospedali.
L’esatto contrario di ciò che ha fatto la struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri, la quale, come emerso anche dalle audizioni dei giorni scorsi, affidò la maxicommessa di mascherine prodotte da uno sconosciuto consorzio cinese in affidamento diretto, senza effettuare alcun controllo.
Quelle mascherine sono costate 1 miliardo e 251 milioni di soldi pubblici e risultate non a norma, dunque pericolose per la salute pubblica.
Così in una nota la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid.
