Di Luca Franceschi
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La decisione assunta dall’Università Magna Græcia di Catanzaro di affidare una lectio magistralis a una personalità politicamente orientata e coinvolta in controversie giudiziarie rilevanti, quale l’eurodeputato di Alleanza Verdi Sinistra Domenico Lucano, senza garantire uno spazio per il contraddittorio, presenta rischi significativi. In particolare, c’è il pericolo concreto che un’istituzione destinata alla formazione e alla ricerca possa trasformarsi in una piattaforma per attività di propaganda.
Tale preoccupazione si intensifica considerando altre scelte compiute dall’ateneo che sembrano rispondere a un orientamento ideologico definito. Tra queste figurano iniziative come l’apertura di una moschea all’interno del campus universitario. La combinazione di queste decisioni solleva interrogativi sulla direzione intrapresa dall’istituzione.
Gli studenti rappresentano una risorsa preziosa che non può essere sottoposta a sperimentazioni di natura politica. L’università, in qualità di ente pubblico, non dovrebbe proporsi come laboratorio per testare scelte ideologiche. È pertanto legittimo sottoporre a verifica critica se gli orientamenti assunti dall’ateneo risultino coerenti con la sua missione istituzionale e con il principio di imparzialità che deve caratterizzare l’operato di un’istituzione pubblica.
Gli studenti hanno diritto a frequentare un’università effettivamente indipendente da pressioni e condizionamenti di natura politica. Contemporaneamente, meritano un’istituzione davvero disponibile al dibattito plurale e al confronto tra diverse posizioni culturali e scientifiche, piuttosto che uno spazio dominato da una visione unidirezionale.
