(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Contributi per immobili privati – Progetto “Rivitalizzazione dei centri abitati a rischio spopolamento” sono già finite le risorse?
Con deliberazione della Giunta provinciale n. 592 del 29 aprile 2025 sono stati approvati i criteri e le modalità di attuazione dell’articolo 24-quinquies della L.P. 16 giugno 2006, n. 3, in relazione al progetto sperimentale di rivitalizzazione delle aree geografiche a rischio di abbandono.
La stessa delibera ha fissato due finestre per la presentazione delle domande nel 2025: 19 maggio – 30 giugno 2025 e 8 settembre – 23 ottobre 2025
Durante la prima finestra (maggio–giugno 2025) sono pervenute circa 300 domande, per 380 richiedenti, per un importo di spesa complessiva prevista di circa 68 milioni di euro, molto superiore alle attese.
Tale mole di richieste ha comportato un aggravio istruttorio e la necessità di coinvolgere ulteriori strutture tecniche (catasto, edilizia, urbanistica).
Alla luce di queste criticità operative, la Giunta provinciale, con deliberazione n. 1324 del 5 settembre 2025, ha disposto:
la sospensione dei termini del procedimento per le domande della prima finestra dal 1° luglio all’8 agosto 2025;
la rideterminazione dei termini istruttori da 60 a 90 giorni;
il posticipo della seconda finestra dal 14 novembre al 31 dicembre 2025;
la rimodulazione delle risorse, con 14 milioni di euro per la prima finestra (esercizio 2025) e 5 milioni di euro per la seconda (esercizio 2026).
Essendo il progetto di natura sperimentale e avendo generato un numero imprevisto di domande, è stato inoltre deciso di non aprire ulteriori finestre nel 2026, in attesa di una valutazione complessiva e di un’eventuale revisione dei criteri.
La stessa deliberazione riporta testualmente: “Il numero elevato di istanze, nettamente superiore a quello atteso”.
Tale situazione induce a riflettere sulle cause di un afflusso di domande così massiccio, che ha reso necessario intervenire con correttivi successivi.
La misura è stata ampiamente promossa a livello istituzionale, sia dal Presidente che dall’Assessore competente, attraverso comunicati stampa e canali social ufficiali.
L’eco mediatica è stata notevole: come dichiarato dal Presidente il 30 marzo sul proprio profilo social, “L’idea di provare a ripopolare 33 comuni del Trentino sta spopolando sui social network, sui giornali italiani e perfino sulle principali testate internazionali come The Times”.
Questa risonanza ha inevitabilmente alimentato aspettative molto alte, in particolare tra i giovani residenti dei comuni interessati (fino ai 45 anni) e tra i nuovi residenti, indipendentemente dall’età. Tuttavia, l’apertura del bando ai non residenti senza un limite massimo di età rischia di contraddire gli stessi obiettivi di ripopolamento e rivitalizzazione dei territori.
Infatti, se da un lato si intende favorire il ritorno di persone e famiglie, dall’altro si rischia di attrarre principalmente soggetti anziani, spesso alla ricerca di un luogo tranquillo per trascorrere la pensione, con il conseguente aumento della pressione su territori già carenti di servizi e strutture sanitarie adeguate.
Lo scopo del progetto era concentrare gli sforzi su chi rappresenta il futuro di queste comunità come giovani e giovani famiglie, che più di altri hanno bisogno di un sostegno concreto e mirato per accedere alla casa e costruire un progetto di vita stabile nei nostri paesi. Le politiche sulla casa vanno indirizzate verso chi può davvero garantire continuità, vitalità e prospettiva ai territori montani. Sostenere i giovani non significa escludere nessuno, ma investire nel futuro, nel lavoro, nella natalità e nella permanenza di una comunità viva e coesa. Alcuni di questi hanno pianificato o addirittura avviato investimenti immobiliari, confidando nei contributi annunciati e pubblicizzati, anche attraverso serate informative nei comuni coinvolti, contando sulle prossime finestre temporali.
Forse si sarebbe potuto calibrare diversamente la comunicazione, evidenziando con maggiore chiarezza la natura sperimentale del progetto, la non automaticità dei contributi e i limiti della copertura finanziaria disponibile, per evitare che l’iniziativa fosse percepita come un’opportunità “per tutti”, quando in realtà la disponibilità economica era molto più contenuta.
Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per sapere:
se le risorse destinate alla prima finestra risultino già interamente impegnate e se siano sufficienti a soddisfare tutte le domande pervenute;
se vi sia ancora disponibilità finanziaria per la seconda finestra (novembre–dicembre 2025) e, in caso affermativo, a quanto ammontano le risorse residue;
a seguito dell’applicazione dei criteri approvati con la deliberazione n. 592 del 29 aprile 2025 alle domande finora pervenute:
a) quante di queste risultino finanziate a favore di giovani già residenti nei comuni e quante invece a nuovi residenti, con i relativi importi;
b) quale sia il numero delle domande finanziate per unità immobiliari destinate ad abitazione principale del richiedente e quante, invece, per unità immobiliari da destinare alla locazione a canone moderato, con i relativi importi;
c) quale sia l’età dei beneficiari che intendono trasferire la propria residenza negli edifici oggetto di finanziamento e la loro provenienza, con una suddivisione dettagliata per comune.
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Lucia Coppola
consigliera provinciale/regionale- Alleanza Verdi e Sinistra
