Di Luca Franceschi
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La sospensione dal servizio di una guardia giurata che ha intervento a difesa di alcune giovani donne molestate presso la stazione Cadorna della Metropolitana di Milano accende i riflettori sulla questione della sicurezza nei trasporti pubblici. L’episodio risale al 21 marzo scorso, quando l’operatore avrebbe estratto la pistola per intimare a un gruppo di ragazzi, che brandivano bottiglie con fare minaccioso, di scendere dal mezzo. Una decisione dell’Azienda trasporti milanese che suscita perplessità e preoccupazione negli ambienti politici.
A sollevare la questione è il deputato di Fratelli d’Italia Grazia Di Maggio, che ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Secondo Di Maggio, appare assurdo che in una vicenda di questo genere a essere penalizzato sia proprio il lavoratore che ha cercato di tutelare giovani donne in evidente difficoltà.
Il parlamentare sottolinea come le guardie giurate operino quotidianamente in contesti delicati e ad alto rischio come aeroporti, stazioni, ospedali e servizi di trasporto pubblico, rappresentando un presidio di sicurezza fondamentale sul territorio. Queste figure professionali, ricorda Di Maggio, sono adeguatamente formate per intervenire in situazioni di pericolo, spesso in attesa dell’arrivo delle Forze dell’ordine, e le loro competenze si rivelano cruciali in molte circostanze critiche.
Da qui la richiesta esplicita al ministero dell’Interno di fare luce su quanto accaduto e di avviare una profonda riflessione circa l’adeguatezza dei protocolli di sicurezza, con particolare attenzione ai difficili contesti delle stazioni e delle metropolitane. Si rende necessaria anche una maggiore tutela sia degli operatori che garantiscono quotidianamente la sicurezza nei trasporti pubblici, sia dei cittadini che ne usufruiscono.
