(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«La vicenda che ha coinvolto Andrea Pucci rappresenta un caso emblematico del doppiopesismo culturale che caratterizza una certa sinistra: quando l’attacco, anche volgare, è rivolto alla destra e alle sorelle Meloni tutto è permesso; quando invece un artista non allineato sale sul palco senza usare la satira come clava ideologica, scatta immediatamente la richiesta di censura».
Lo dichiara l’onorevole Umberto Maerna (Fratelli d’Italia), intervenendo sulle polemiche che hanno portato Pucci a rinunciare alla partecipazione al Festival di Sanremo.
«A differenza di molti comici che negli anni hanno utilizzato la satira politica come uno strumento di aggressione sistematica e unidirezionale- sempre e solo contro la destra- Andrea Pucci non ha mai fatto della politica una clava, né ha costruito la propria comicità sull’insulto ideologico. Eppure è proprio lui a essere finito nel mirino della censura preventiva.
Condivido pienamente l’appello del presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha invitato Pucci a ripensarci, ribadendo un principio fondamentale: la satira non può e non deve essere censurata. È un principio che valeva quando sul palco salivano comici apertamente schierati a sinistra e deve valere anche oggi.
Rivolgo quindi anch’io un invito sincero ad Andrea Pucci a tornare sui suoi passi – prosegue Maerna – perché cedere a questo clima significherebbe legittimare un’idea pericolosa: quella secondo cui la libertà di espressione è concessa solo a chi dice le cose “giuste” per qualcuno. La libertà non è a senso unico.
Difendere Pucci oggi significa difendere una satira libera, non violenta e non ideologica. A lui va la mia solidarietà personale e politica, così come la ferma condanna per le minacce ricevute».
