(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
“Siamo a dicembre 2025 e sono trascorse inutilmente tre estati dalla prima alluvione del maggio 2023, che ha colpito duramente l’Emilia-Romagna. In qualunque altro luogo, amministratori responsabili avrebbero riparato i danni, risarcito i cittadini e messo in sicurezza il territorio.
In Emilia-Romagna, invece, si è assistito a un vergognoso rimpallo di responsabilità. Si è scelto di definire “eccezionale” un evento che tale si è rivelato solo per pochi “esperti”, profumatamente pagati per giustificare le inadempienze di una macchina regionale che ha dilapidato risorse pubbliche senza realizzare le opere necessarie a tutelare beni e vite.
Le criticità erano note da tempo. Le opere da realizzare erano conosciute. Eppure, chi oggi invoca l’eccezionalità climatica è lo stesso che da 15–20 anni parla di cambiamento climatico. La domanda è semplice: cosa èstato fatto per prevenire? La risposta è altrettanto chiara: congressi, pubblicazioni, propaganda.
Mentre in Veneto si è intervenuti con decisione, in Emilia-Romagna si è preferito pensare di essere immuni dagli eventi meteo intensi, dimenticando che la storia aveva già dimostrato il contrario. Tre anni dopo, questa classe politica, ora capitanata da De Pascale, precedentemente da Bonaccini, ha mostrato ancora una volta tutta la propria inadeguatezza”.
