Di Luca Franceschi
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Massimo Ruspandini, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, torna ad attaccare il giornalista di Report Sigfrido Ranucci, accusandolo di gravi violazioni deontologiche. L’esponente di FdI sostiene che le telefonate intercorse tra il conduttore della trasmissione Rai e il deputato M5S Dario Carotenuto fornirebbero prove tangibili di un comportamento scorretto secondo le regole della professione giornalistica.
Secondo quanto afferma Ruspandini, dalle conversazioni emerge che Ranucci avrebbe costruito artificiosamente le notizie diffuse sul collega Gimmi Cangiano allo scopo di testare la reazione di Carotenuto e, da quella risposta, verificare l’attendibilità di quanto sostenuto. Un metodo che il parlamentare definisce come una metodologia giornalistica scorretta e manipolatoria.
L’accusa non si ferma qui. Ruspandini sostiene inoltre che il giornalista avrebbe effettivamente dettato la linea politica al parlamentare grillino. Una circostanza che, secondo il vicecapogruppo di FdI, troverebbe conferma nel fatto che Carotenuto, in seguito all’attentato, avrebbe scritto sui social network individuando nel governo Meloni il presunto “mandante morale” dell’accaduto.
Ruspandini conclude il suo intervento definendo Ranucci un “impostore e manipolatore”, sottolineando come i sospetti che Fratelli d’Italia nutriva da tempo nei confronti del giornalista troverebbero ora piena conferma nei fatti emersi dalle comunicazioni intercorse tra il conduttore e l’esponente pentastellato.
