Di Luca Franceschi
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L’olio extravergine d’oliva rappresenta molto più di un semplice alimento: è espressione di identità, cultura, paesaggio e tradizione. Questo prodotto racconta la storia millenaria delle comunità italiane e il lavoro quotidiano di migliaia di agricoltori che preservano un patrimonio senza eguali a livello mondiale.
La nuova circolare del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste sulla miscelazione degli oli, fortemente sostenuta dal ministro Lollobrigida, rappresenta una svolta decisiva. Il provvedimento, entrato in vigore in queste settimane, introduce regole più stringenti sulla denominazione dei prodotti oleosi italiani.
Da ora in poi, la denominazione “olio extravergine di oliva” potrà essere utilizzata esclusivamente per prodotti di categoria superiore e non miscelati. Questa disposizione restituisce piena trasparenza alle etichette e riconosce il valore effettivo del lavoro dei produttori che operano secondo corretti standard qualitativi.
I risultati della recente campagna straordinaria di controlli confermano quanto fosse urgente intervenire. Le 167 verifiche condotte hanno evidenziato un tasso di irregolarità del 18%, con il sequestro di 350 tonnellate di olio e provvedimenti per circa 10 milioni di euro. Questi numeri dimostrano che la situazione richiedeva necessariamente un intervento deciso e incisivo.
L’efficacia dell’azione è stata resa possibile dall’impegno congiunto dei dipartimenti del Masaf, dell’Icqrf e dagli organismi di controllo operanti sul territorio. Il loro lavoro coordina mira a difendere una delle eccellenze più autentiche del Made in Italy, apprezzata a livello internazionale.
La nuova normativa beneficia di regole più trasparenti e controlli sempre più penetranti che tutelano simultaneamente l’agricoltura nazionale, i consumatori consapevoli e un simbolo della dieta mediterranea che rappresenta parte integrante dell’identità stessa della Nazione.
