Di Luca Franceschi
///
Il Governo Meloni sta intraprendendo un’azione rilevante nel settore della Polizia Locale, affrontando con determinazione alcune delle criticità strutturali che da anni caratterizzano il Corpo. Attraverso il decreto sicurezza, l’esecutivo interviene su questioni fondamentali come i limiti al salario accessorio e la possibilità di utilizzare il gettito dell’imposta di soggiorno per finanziare le attività della Polizia Locale, rispondendo così alle istanze provenienti dagli enti locali che gestiscono le risorse destinate a questo ambito.
Un elemento particolarmente significativo riguarda l’esclusione di questi interventi dal calcolo dei parametri di sostenibilità finanziaria, una mossa che consente agli enti locali di disporre di margini operativi più ampi per il finanziamento della Polizia Locale.
In parallelo, il governo e la maggioranza stanno procedendo con l’esame degli emendamenti relativi al testo di legge delega per la riforma della Polizia Locale, un progetto che rappresenta un cambio di passo rispetto al passato. La scorsa legislatura aveva visto infatti il fallimento di un tentativo riformatore sotto la responsabilità del ministro Lamorgese, generando aspettative rimaste deluse che lo stesso Partito Democratico non aveva saputo concretizzare.
Le critiche mosse dall’opposizione sulla gestione della Polizia Locale da parte dell’attuale governo risultano secondo le valutazioni della maggioranza poco fondate, soprattutto considerando il lavoro concreto che viene portato avanti e che non ha precedenti negli ultimi quarant’anni. La polizia locale stessa sarebbe consapevole della reale portata degli impegni presi dall’amministrazione nei suoi confronti e dei progetti in corso di implementazione.
